Siamo nuovamente online

Pietro Meloni Stampa 3D Scrivi un commento

 

 

Cari lettori,
dopo una settimana da incubo, seguita alla malaugurata idea di spostare il sito ShareMind da un hosting ad un altro, e segnata da una serie di catastrofiche situazioni nelle quali l’intero contenuto (diversi anni di lavoro) sembrava essere andato perduto,

SIAMO NUOVAMENTE ONLINE!!!!

Forse ci sarà ancora qualcosa che non funziona perfettamente, ma questa sarà l’occasione per mettere a punto definitivamente la sezione WordPress, quella più dinamica nella quale pubblichiamo nuovi post e articoli divulgativi.

Nel frattempo, stiamo per festeggiare le prime 400.000 visite in questa sezione, con il contributo di tanti affezionati lettori. Grazie a tutti, ci scusiamo ancora per i disguidi causati dalla mancata accessibilità.

Il leone secondo Raise3D N2 Plus

Pietro Meloni Arte, Stampa 3D Scrivi un commento

 

Giorni fa, mi sono imbattuto in un modello davvero interessante. Generalmente non amo stampare mostri, personaggi fantasy e gadget; i miei clienti sono quasi tutti professionisti, ed hanno esigenze ben diverse. Ma il modello in questione mi ha attratto per la genialità dell’approccio. Stampare capelli (veramente, peli in questo caso) con una macchina FDM è sempre stato off limits. Sappiamo tutti che questa tecnologia (ma per verità, in generale tutta la stampa 3D) non riesce a riprodurre dettagli del genere, e inoltre l’idea di “supportare” dei veri e propri capelli fa semplicemente inorridire.

E qui entra in gioco – per l’appunto – il genio. Il personaggio in questione, del quale conosco purtroppo solo il Nickname “Geoffro”, ha messo a punto un sistema davvero originale per riprodurre in modo abbastanza realistico la folta criniera di un leone. E così, anche se nutrivo qualche dubbio sulla reale fattibilità, ho deciso di stampare il modello.

Come sempre, la fedele N2 Plus non ha fatto una piega. Ogni volta rimango impressionato della assoluta imperturbabilità di questa stampante rispetto alle stampe più problematiche. L’ho accesa ieri sera, ho assistito per qualche decina di minuti alla stampa del raft e dei primi strati, e ho chiuso l’ufficio.

Stamattina avevo qualche noioso (burocratico) impegno, e la giornata si presentava, come spesso accade quando ho questo genere di incombenze – grigia.

Poi mi sono ricordato che avevo un leone ad aspettarmi. Forse. Ho immaginato per qualche momento un groviglio inestricabile di fili nel bel mezzo della stampante. E poi ho sbrigato i miei impegni, e finalmente ho aperto il laboratorio. Il leone, solenne e paziente era li, ad aspettarmi dentro un tubo – una specie di casco da parrucchiere. Ho staccato il modello, preso un paio di forbici, e mi sono improvvisato acconciatore, con il comodo Versatip come asciugacapelli.

Il leone è magnifico. Forse leggermente ipertrofico, ma non sono un grande parrucchiere.

Guardando il modello finito, ci si chiede come sia stato possibile realizzarlo. Nessun sistema ad asportazione, neppure con un numero illimitato di assi sarebbe riuscito. Meno che mai sarebbe stato possibile stampare ad iniezione un soggetto del genere. E allora, come è venuto fuori.

Ecco, Geoffro ha risolto il problema alla grande, aggirando le difficoltà con una trovata magistrale, che sottolinea e dimostra che – anche con le macchine più semplici e affidabili possibili, è sempre “il manico” che fa la differenza.

Si è inventato una “parete sacrificale”, e sfruttando la capacità di bridging (stendere filamenti “sul nulla”) di alcune stampanti, ha fatto in modo di creare filamenti che partissero “dal cuoio capelluto” del leone ed arrivassero alla parete.

Guardando l’immagine seguente (il modello che ho trovato in macchina stamattina) si capisce meglio.

Il leone è comodamente seduto in questa specie (appunto) di casco da parrucchiere, dove sembra aver subito uno “stiraggio” della criniera.
A questo punto, è necessario tagliare i “peli” in prossimità della parete sacrificale con delle forbici, per liberare il Leone dal suo scomodo involucro.

Ed eccolo qui, il nostro Re della foresta. Appare leggermente accigliato per la pettinatura, esageratamente geometrica…

Ci vuole il tocco di un abile coiffeur… Al posto del phon (ma si può usare anche quello), ho impiegato il Versatip per modellare la capigliatura regale.

Qualche tocco, e i “fili”, perfettamente distaccati l’uno dall’altro, si adagiano per gravità sotto l’effetto della temperatura. Una messa in piega che restituisce tutta la regale maestà al nostro amico.

Davvero divertente. Ed emblematico. Dico sempre ai miei clienti che per scoprire a fondo le potenzialità di questa tecnologia è necessario giocare. Questo è un eloquente esempio. E dico un’altra cosa: la stampa 3D è l’ideale per realizzare cose che non si possono realizzare diversamente, l’ideale per materializzare la nostra immaginazione. Anche in questo caso, il nostro leone rappresenta, pur nei limiti di una realizzazione artigianale, qualcosa che sarebbe stato molto difficile sviluppare diversamente.

Zortrax M300 Vs Raise3D N2

Pietro Meloni Stampa 3D, Zortrax Scrivi un commento

 

Lo potremmo definire un interessante “match” per il campionato mondiale della categoria mediomassimi.
Sia perché la sfida avviene tra due costruttori che si contendono il predominio in questa “categoria”, sia considerando che il considerevole volume di stampa è in realtà l’unica cosa che accomuna questi due modelli.
Beh, come si fa in un grande incontro di pugilato, cominciamo col presentare la fisionomia dei due contendenti. E considerando che – almeno formalmente – Raise3D N2 è apparsa prima sul mercato (Gennaio 2016), mentre la M300 è stata lanciata nell’ultimo trimestre del 2016, considereremo la N2 come campione in carica, e la M300 come sfidante.
La presentazione del match potrebbe suonare più o meno così:

“Al peso di 30 Kg., dimensioni 490x490x590 mm., all’angolo sinistro, lo sfidante Polacco – Zortrax M300.”
“Al peso di 36 Kg., dimensioni 616x590x760 mm.,  l’imbattuto campione Californiano – Raise3D N2.”

Ed ora, mentre il pubblico trova spazio negli spalti, raccontiamo un po’ della storia dei due campioni. Entrambi derivano da una campagna kickstarter di successo. In entrambi i casi, pur essendo progettate le Zortrax in Polonia e le Raise3D in California, le macchine sono prodotte nella Repubblica Popolare Cinese. Come ormai quasi tutto, del resto.

La Raise3D è una macchina di concezione molto moderna, progettata per gestire stampe di grande volume. Il telaio, in alluminio elettrosaldato, può sostenere un peso di oltre 150 Kg. senza subire deformazioni. L’elettronica è particolarmente sofisticata: le funzioni di controllo e logica sono affidate ad un potente PC 32 bit quad core in ambiente Lynux, mentre la pura movimentazione assi è gestita da una scheda separata. L’interfaccia, molto intuitiva e piacevole da usare, è affidata ad un pannello LCD touch screen da 7″ a colori.

Zortrax M300 “sfrutta” le glorie di un modello di grande successo, la M200, una macchina presentata nel 2013 che ha reso Zortrax popolare per la sua qualità ed affidabilità. Rispetto alla “sorella più piccola” non introduce praticamente alcuna modifica; rappresenta semplicemente una versione “più grande”, e questo, nonostante sia stata ufficialmente presentata dopo la Raise3D, fa della M3oo un modello che inizia a sentire non poco il peso dell’età.

Ma prima di scendere nel dettaglio delle (numerose) differenze tecniche tra le due macchine, affrontiamo l’aspetto più importante che le distanzia profondamente l’una dall’altra.
La prima (Raise3D) è una macchina decisamente “aperta”. Digerisce praticamente qualsiasi filamento in commercio. Può utilizzare diversi software (sebbene venga fornita con l’ottimo IdeaMaker). Può utilizzare ugelli di diverso diametro. Può stampare con o senza raft, brim, skirt, su differenti superfici di lavoro a seconda del materiale usato, utilizzare materiali di supporto solubili e realizzare stampe con materiali multipli (es. rigidi/elastici etc.).
La M300 è al contrario, come nella filosofia Zortrax, una macchina “blindata”. Può utilizzare soltanto materiali proprietari con profili predefiniti, stampa obbligatoriamente con il raft sul suo piano microforato e non può utilizzare software terze parti. Anche i parametri essenziali, come temperatura e velocità, non possono essere variati. Una differenza davvero non da poco. Parlando in termini “pugilistici”, la M3oo è come un campione dotato esclusivamente di un – seppure valido – “diretto destro“, mentre la gamma di colpi che la N2 può portare risulta molto più ampia.

Il display “vintage” Zortrax. L’interfaccia è controllata con un classico jog a pulsante.

 

Il display da 7″ a colori della Raise3D N2. L’interfaccia è touch screen. Sul display, oltre a varie informazioni circa lo stato della stampante, è visibile il rendering del modello in corso di stampa.

 

Questo aspetto influisce in modo profondo, direi essenziale, sulle potenzialità delle due macchine. Partiamo dal presupposto che si tratta di modelli con un ragguardevole volume di stampa, intorno ai 27 litri. Nascono per realizzare modelli GRANDI. E qui emerge un problema. Con quali materiali possiamo stampare modelli GRANDI? Ne abbiamo parlato in lungo e in largo in questo blog. I materiali soggetti ad importanti ritiri (es. ABS e derivati) sono inadatti, in assenza di un ambiente di stampa a temperatura controllata, per realizzare modelli che superano la dimensione di 10-15 cm. Purtroppo Zortrax, che oltretutto risulta aperta nel lato superiore, lasciando fuoriuscire gran parte del calore generato dal piano riscaldato, non include tra i suoi materiali il PLA. Anzi, proprio per evitare deformazioni eccessive, ha rimosso lo Z-ABS. lo Z-Ultrat e lo Z-PCABS dalla lista dei materiali stampabili. Per realizzare oggetti di una certa grandezza, può conseguentemente utilizzare (tra i soli tre materiali previsti) unicamente lo Z-PETG, un filamento a basso warping. Dunque? Dunque la M300, Z-PETG a parte, sembra confinata alla stampa di piccoli modelli, magari in multipli numerosi. La scelta di Raise3D, che include tra l’altro un cover superiore e un sistema di ventilazione interna che consente di raggiungere i 50-60 gradi nella camera di stampa, può stampare sia una moltitudine di filamenti basati su PLA (inclusi filamenti lignei, metallici etc.), sia efficacemente l’ABS e derivati anche anche per oggetti di dimensioni voluminose.

Le due diverse prospettive di utilizzo si comprendono meglio studiando la “genealogia” di queste due macchine. La N2 deriva dalla sorella maggiore N2 Plus (oltre 56 litri utili). Nasce come una macchina “grande“, è stata progettata per questo. La riduzione di dimensioni è sopraggiunta per offrire un modello “meno ingombrante” e dal costo più contenuto, ed ha interessato solo la dimensione Z (605 mm nella N2 Plus, 305 mm nella N2). La M300 deriva al contrario dalla “piccola” M200, e rappresenta probabilmente una risposta alla crisi di vendite seguita allo sfortunatissimo lancio della Inventure. Sembra giunta in un momento nel quale Zortrax, volendo tentare la conquista di altri segmenti, ma senza un progetto innovativo pronto, abbia voluto sfruttare la scia di successo del suo prodotto di punta per ampliare l’offerta. Un tentativo nell’insieme abbastanza disperato di sfruttare “gli allori”, con lo sforzo progettuale e industriale minimo possibile. Personalmente, dopo avere con grande soddisfazione e successo introdotto in Italia la M200, sono particolarmente deluso nel constatare che, a distanza di tre anni, il “nuovo” modello di nuovo ha veramente poco, o meglio nulla tranne diverse dimensioni.
E mentre ho sempre apprezzato, rispetto ad un target di utenti privati o prosumer la semplicità d’uso della M200 che rendeva molto difficile produrre una stampa “sbagliata”, in un modello che si rivolge ad un pubblico professionale la rigidità di un approccio che non consente praticamente alcun tipo di regolazione ed impone una gamma di materiali davvero “troppo” rarefatta mi appare estremamente limitativo.

Ma lascio a voi giudicare, confrontando i dati che ho organizzato meglio che potevo nella tabella comparativa sottostante. Il combattimento si svolge sulle 32 riprese. Salvo un KO prima del limite.

 

 Zortrax M300Raise 3D N2
Dimensioni490 x 490 x 590 mm 616 x 590 x 760 mm
Peso30 Kg36 Kg
Volume utile reale25 Litri circa
(+ raft)
28 litri circa
Estrusori11 o 2
Viti a ricircolo12
Guide di supporto piano24
Guide di supporto estrusore42
T.max pianoND110
T.max estrusore380380 (con isolatori)
Layer140-300 micron10-480 micron
Diam. ugello0,4 mm0,2 - 0,3 - 0,4 - 0,5 - 0,6 - 0,8 mm
(normali e cementati)
Calibrazione del piano di stampaManuale assistitaNon necessaria (calibrazione permanente dalla fabbrica)
Piano di lavoroMicroforato, rimovibileRivestito in Buildtak, intercambiabile con altri materiali
AdesioneRaft (obbligatorio)Stampa diretta, brim, skirt, raft selezionabili
Stampa supporti solubiliNoSi (con doppio estrusore)
Stampa elastomeriNoSi
Lati aperti1 (superiore)Nessuno, coperchio rimovibile per stampa PLA
BobinaEsternaInterne
DisplayMonocromaticoColori, 7" touch screen
Elettronica (logica e interfaccia)Arm Cortex 32 bitQuad core 32 bit
Lynux
Filamenti: Z-Hips, Z-Petg, Z-Glass, PLA, ABS, PETG, PC, PC-ABS, P-Lene, PMMA, Wood, Metal, Carbon, Nylon, Hips, PVA, PVAM, TPU, TPE, altri
Restart dopo interruzione di correnteNoSi (batteria tampone)
Memoria integrataNo8 Gb
Rete localeNoWiFi, Ethernet
USBNoSi, 5 porte
GPIONoSi, 16 in-out
SDSiSi
Rendering immagine modello durante la stampaNoSi
Monitor remoto via WiFiNoSi
TelecameraNoOpzionale
SoftwareZ-SuiteIdeaMaker, software Open Source, G-Code
Sistema operativoPC, MacPc, Mac, Lynux

 

 

 

 

 

HyVision presenta la sua prima stampante DLP: Cubicon LUX

Pietro Meloni Stampa 3D Scrivi un commento

 

Dopo il grande successo delle Cubicon 110F e 210F, che hanno segnato una svolta nei livelli qualitativi raggiungibili con la tecnologia FFF, HyVision si cimenta nel segmento DLP con una piccola, elegante stampante che promette davvero molto.
A cominciare dalla risoluzione Z, con un impressionante layer minimo di appena 20 micron.

Ma andiamo per ordine. Il primo aspetto che colpisce della macchina è il design non convenzionale. Nell’intento dei progettisti, che già in passato avevano dato ampia prova di saper cogliere nel segno, la Cubicon Lux doveva in primo luogo superare la tradizionale complessità d’uso delle stampanti a resina, e caratterizzarsi come la DLP più semplice e piacevole da usare.
Da questo intento scaturisce un ingombro ridotto, visibilità a 270°, ed un accesso facilitato agli organi di stampa, ottenuto adottando un azzeccato sportello cilindrico.

Ma per raggiungere prestazioni di tale rilievo, l’estetica per quanto curata non basta. Così, oltre ad apprezzare una sofisticata meccanica, si intravedono i benefici della adozione della tecnologia brevettata HyVision, già utilizzata nelle stampanti a filamento, che consente un accuratissimo livellamento automatico del piano di lavoro.


VAT con layer multipli

Un altro tra i punti critici delle stampanti DLP è la trasparenza del layer di release del VAT.  La trasparenza e la durata sono aspetti fondamentali del VAT. Per la Cubicon Lux è stato realizzato uno speciale materiale composto da diversi strati di acrilico, intervallati da silicone ottico. Questa soluzione garantisce sia la facilità di distacco del modello, indipendentemente dalle dimensioni, sia una superiore durata (oltre 100.000 layer).

 

 

 

Particolarmente importante nelle stampe DLP è l’uniformità della luminosità lungo l’intero campo di lavoro. Questo aspetto è stato risolto attraverso la possibilità di calibrare in modo selettivo l’illuminazione su ben 48 zone distinte.

Funzione di riempimento della resina supplementare automatica

Con la Cubicon Lux, le stampe non falliscono per l’esaurimento della resina.

E’ sufficiente installare il contenitore della resina supplementare da 500 ml.

Questa funzione consente anche di migliorare la qualità dell’output per stampe di strutture vuote all’interno.

Il flacone è progettato per venire inserito e rimosso con grande facilità.

 

 

 

 

 

 

 

Un pratico display LCD touch screen e lettore USB

La semplicità d’uso dipende anche dall’ergonomia di un dispositivo. Per la Cubicon Lux è stato progettato un ampio display LCD, che attraverso una grafica semplificata rende particolarmente facile la gestione della macchina. La presenza di un lettore USB consente di stampare in modo totalmente indipendente rispetto al PC.

 Il primo filtro in carboni attivi impregnato adottato per una stampante DLP

Attenta da sempre alla salute e al comfort, anche per la Cubicon Lux HyVision ha previsto un filtro ai carboni attivi. Per migliorare l’assorbimento dei gas nocivi e degli odori tipici prodotti dalle resine fotosensibili, il filtro è stato impregnato di speciali sostanze chimiche, ed è facilmente sostituibile.

 

Specifiche tecniche

Dimensioni
Dimensioni310 x 485 x 460 mm (L × P × A)
Peso15,6 Kg
Imballo390 x 540 x 545 mm (L × P × A)
Peso lordo21 Kg
Temperature
Temperatura operativa15 ~ 35 ℃
Immagazzinamento0 ~ 35 ℃
Elettronica
AlimentazioneCA110 ~ 240V, 50 ~ 60Hz
Consumo240W (Max)
Software
Software di slicingCubicreator LP
Formati supportati.stl, .obj
Sistema operativoWindows 7
Stampa
TecnologiaDigital Light Processing
Volume utile100 X 75 X 145 mm
(L × P × A)
ResinaAcrilica, Calcinabile
Risoluzione XY100um
Layer Zda 20um a 100um
SorgenteProiettore
ConnettivitàUSB (FAT32)
AccreditoKC

Cubicon Lux è distribuita in Italia da ShareMind.

Gattina 3D

Pietro Meloni Stampa 3D Scrivi un commento

 

Ogni tanto fa piacere anche scrivere post più leggeri e meno “tecnici”. La vita è fatta anche di piccole cose.

Beh, pare che abbiamo un nuovo – anzi una nuova – appassionata maker. E’ la gattina di un cliente, particolarmente attratta dalla sua CraftBot.

 

Come potete vedere, sorveglia attentamente il processo di stampa, e non le sfugge nulla.

 

 

Iper ammortamento al 250% per le stampanti 3D e i sistemi CNC

Pietro Meloni Stampa 3D Scrivi un commento

 

La Legge di Bilancio del Governo per il 2017 conferma l’ammortamento al 140% per i beni strumentali (Super ammortamento), ed introduce un ulteriore ammortamento eccezionale (250% – Iper ammortamento) per gli investimenti in ricerca, sviluppo e innovazione. Il provvedimento, noto anche come “Bonus digitale” o “Bonus innovazione”, è volto ad agevolare l’acquisto di beni che “favoriscono i processi di trasformazione tecnologica e/o digitale in chiave Industria 4.0”.

L’agevolazione riguarda circa 50 categorie diverse di beni, previste dalle tabelle allegate alla Legge di Bilancio.

Per quanto riguarda il software, è previsto il Super ammortamento (140%) ove l’azienda abbia effettuato un investimento preliminare previsto dal piano Industria 4.0, ovvero:

  • beni strumentali con funzionamento controllato da sistemi computerizzati e/o gestito tramite opportuni sensori e azionamenti;
  • sistemi per l’assicurazione della qualità e della sostenibilità;
  • dispositivi per l’interazione uomo macchina e per il miglioramento dell’ergonomia e della sicurezza del posto di lavoro.

L’Iper ammortamento è accessibile ad aziende che operino nei settori:

  • Meccatronica,
  • Robotica;
  • Big data;
  • Sicurezza informatica;
  • Nanotecnologie;
  • Sviluppo di materiali intelligenti;
  • Stampa 3D;
  • Internet.

Per un elenco dettagliato dei beni strumentali ammessi alle agevolazioni previste dall’Iper ammortamento, fare un clic sul link.

 

T-FLEX Parametric CAD 15

Pietro Meloni Stampa 3D Scrivi un commento

 

Top Systems, l’azienda Russa che per prima al mondo ha sviluppato un CAD parametrico in ambiente Windows, ha recentemente rilasciato la versione 15 del suo cavallo di battaglia, T-FLEX.
Universalmente apprezzato per la sua estrema flessibilità (T-FLEX è appunto l’acronimo di Total Flexibility), il package racchiude tutti, ma proprio tutti gli strumenti utili ai professionisti della progettazione.

Grazie al suo superiore flusso di lavoro, e alle potenzialità espresse rispetto alle più complesse sfide del design, T-FLEX viene utilizzato quotidianamente per intensive applicazioni di progettazione meccanica, incluso il design 2D/3D, drafting, sketching concettuale, reverse engineering, ispezioni di tolleranza, rapid prototyping e downstream manufacturing.

T-FLEX Parametric CAD 15 è disponibile con interfaccia in Italiano, e distribuito in esclusiva da ShareMind.

 

Buon 2017

Pietro Meloni Stampa 3D Scrivi un commento

 

Mi dimentico regolarmente di fare qualsiasi tipo di auguri, specialmente quelli di Buon Natale e Buon Anno. Stavolta ho fatto un’eccezione, ed ho scritto proprio all’ultimo momento un messaggio al mio caro amico Sergey Bikulov, uno dei fondatori di Top Systems. Gli ho scritto, abbastanza banalmente, che speravo che il 2017 fosse un buon anno per lui.

Mi ha risposto così:

 

 

 

It must be simple.

sergey

L’ho trovato molto carino. Buon 2017 a tutti, in particolare agli appassionati, ai creativi, ai visionari, ai tenaci che non si scoraggiano.

Pietro Meloni

Raise3D N2 Plus premiata da Makezine.com come Best Overall Printer

Pietro Meloni Stampa 3D Scrivi un commento

 

raise3dn2plus

Continua l’ascesa delle Raise3D nel panorama delle stampanti FDM. La prestigiosa 3D Printer Buyer’s Guide di makezine.com le attribuisce il badge “Best Overall” con uno score di 34.
Questo il testo della recensione di makezine:

3d-printer-guide-best-overall-runner-up2x

“C’è molto da amare nella Raise3D N2 Plus,  a partire dalle dimensioni.
La N2 Plus è GRANDE. Anche se tecnicamente si parla ancora di una stampante desktop, si può essere già soddisfatti usandola direttamente sul pavimento. Le ruote integrate permettono di spostarla con facilità. Il notevole volume di stampa (305 x 305 x 610 mm) la rende una tra le stampanti più alte sul mercato.  L’ingombro totale della macchina è di 617 x 590 x 1112 mm.

L’ampio telaio della N2 Plus racchiude numerose sorprese. Il singolo (opzionalmente doppio) estrusore è di tipo direct drive 1.75 mm, e può raggiungere elevate temperature (sino a 35o° con isolatori), ed è in grado di estrudere praticamente qualsiasi tipo di filamento. La gestione è totalmente affidata ad un tablet integrato, dotato di LCD touch screen a colori di ben 7″. Il tablet consente di stampare dalla memoria (8Gb) integrata, da USB e da SD, offrendo una vasta scelta di possibilità per la memorizzazione dei file di stampa. I file possono essere caricati nella memoria integrata via WiFi, Ethernet o USB. I lavori possono essere inviati alla stampa anche via network, senza interazione con la macchina stessa.

La N2 Plus è totalmente chiusa, con un coperchio trasparente rimovibile (la rimozione è suggerita per la stampa con PLA per un migliore raffreddamento), e integra un potente piano riscaldato. Questa configurazione semplifica la stampa con materiali inclini alla deformazione come l’ABS. La superfice del piano in Buildtak assicura una perfetta adesione, senza la necessità di ricorrere a lacche, colle o altri trattamenti. Raise3D ha optato per eliminare qualsiasi forma di autoleveling, e spedisce le macchine precalibrate dalla fabbrica; la robusta struttura (2 viti a ricircolo e quattro guide lineari per il piano di lavoro) rendono superflua la calibrazione.

Le stampe della N2 Plus sono di altissimo livello. Il materiale fluisce in modo pulito e fluido, e la possibilità di caricare tutti i nostri test in un solo passaggio via Wi-Fi ci ha semplificato notevolmente la prova.

Naturalmente, nulla è perfetto, e abbiamo riscontrato alcuni piccoli problemi. Come detto in precedenza, il piano è precalibrato dalla fabbrica e rigidamente fissato. Mentre la stampa di piccoli, dettagliati oggetti al centro del piano non ha evidenziato alcuna difficoltà, durante i nostri test abbiamo rilevato ai bordi del piano di lavoro un livellamento non perfetto. Fortunatamente è possibile intervenire in modo molto puntuale (il piano è controllato in tutte le zone da 16 viti di regolazione). L’intervento non è semplicissimo, ma una volta effettuato risulta permanente. Un altro problema riscontrato è stata una non totale responsività del touch screen. Lo schermo è di tipo capacitivo, e nel caso di scarpe o pavimento isolante può non rispondere al primo colpo. Ma abbiamo verificato che è sufficiente toccare il telaio della macchina per ottenere un controllo  perfetto dello schermo.

Se il prezzo e l’ingombro della N2 Plus possono preoccupare i novizi della stampa 3D, la macchina è  un sogno per i veterani. Il generoso volume permette di stampare molti progetti, e il doppio estrusore ad alta temperatura consente di sperimentare qualsiasi materiale (inclusi supporti solubili). Se siete pronti per la vostra seconda (o terza, quarta macchina), la Raise3D N2 Plus è la macchina che fa per voi.”

Raise3D N2 Plus. Stampa di una pistola per Cosplay, Hawkmoon

Pietro Meloni Stampa 3D Scrivi un commento

 

Progetto realizzato da Dimensionw, Ottobre 2016. Cito testualmente le sue considerazioni:

“Voglio iniziare ringraziando Raise3D per aver realizzato una macchina semplicemente FANTASTICA!!, ed inviare uno speciale ringraziamento a Joel dii 3D Printing Nerd! Se non avessi visto i suoi video sulla Raise3D N2 Plus, non avrei potuto pubblicare questo articolo. Mi è bastato guardare per una sola volta il suo video, e scambiare qualche opinione con il team Raise3D per convincermi all’acquisto.
Ora, venendo al punto, questo è il secondo modello che stampo, dopo un Pikachu low poly.
Per il primo modello, ho utilizzato il filamento in PLA incluso nella stampante, con le impostazioni predefinite, e questa è stata la mia prima stampa in assoluto. Potete quindi ben immaginare quale sia la mia eccitazione nel presentare questo secondo progetto, del quale vado molto orgoglioso.”

The Hawkmoon: Hand Cannon

Stalk thy prey and let loose thy talons upon the Darkness. ― In-game description

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Nota: Immagini non ritoccate! No Photoshop! solo qualche leggera levigatura con carta abrasiva!

Grazie,
Abodizer89

Airbrush utilizzato: Infinity – Harder & Steenbeck Airbrush

Vernice: Badger Miniature Line

Filamento: ColorFabb nGen

Crediti per il progetto 3D : Lael Lee
https://www.myminifactory.com/users/laellee