Al di la dell’utilità pratica, se vogliamo risibile, pubblico volentieri questo video abbastanza ben fatto e sufficientemente suggestivo per stimolare nuove idee.
CAJ…. Computer Aided Jewelry
Chissà che non venga coniugato l’ennesimo acronimo…
Una cliente mi ha recentemente chiesto informazioni e costi di un plug-in Rhinoceros per la gioielleria, ed un parere circa la sua validità come ausilio nella progettazione orafa. E’ una domanda che mi hanno posto molte volte, alla quale, nonostante nel tempo questo genere di strumenti abbia subito sostanziali variazioni, ha risposto nel modo in cui rispondo sempre. Ovvero, dipende. Dipende dal tipo di gioielli che si intende realizzare, da quali sono gli aspetti del flusso di lavoro che desideriamo migliorare e soprattutto da quanto ci si aspetta che questi strumenti possano offrire in termini di creatività.
Sono disponibili svariati applicativi per il design di gioielli e preziosi in generale.
Le differenze tra i vari prodotti, oltre naturalmente a quelle relative ai costi, sono correlate proprio alle risposte a queste domande. Così, per una volta ho cercato di fare un lavoro un po’ più schematico, cercando di catalogare questi strumenti in base al genere di aiuto che possono offrire al progettista.
Quali gioielli vogliamo realizzare?
Sembra una domanda banale, ma non lo è. Un gioiello può essere prezioso per la ricchezza della lavorazione, per i materiali con i quali è costruito, per la purezza o l’originalità del suo design, etc.. Non esistono criteri univoci per definire la “preziosità”.
A pensarci bene, il progetto di un gioiello ha molti punti in comune con un progetto architettonico. Non si può dire in assoluto che un edificio barocco sia più o meno bello di una chiesa gotica, e neppure di un moderno ponte o un grattacielo.
Ma quello che si può dire senz’altro è che questi edifici fanno riferimento a criteri stilistici differenti, e sono realizzati con tecniche, materiali e strumenti diversi.
Lo stesso accade per i gioielli. Le caratteristiche di due gioielli possono essere talmente diverse tra loro da rendere la realizzazione problematica con lo stesso strumento. Quindi semplicemente dobbiamo accettare il fatto che non sarà possibile realizzare “qualsiasi” tipo di gioiello con lo stesso programma, indipendentemente dalla sua qualità e sofisticazione.
Come migliorare il flusso di lavoro
Questa è una bella domanda. Alcuni tra i programmi che prenderemo in esame sono particolarmente efficienti riguardo agli aspetti che non hanno molto a che fare con la creatività, ma che migliorano tempi e costi di realizzazione di un gioiello. La stesura automatica di un pavé su una superficie complessa far risparmiare molto tempo.
La replica di un particolare lungo una matrice consente di raggiungere una precisione ed una simmetria difficilmente ottenibili con lavorazioni manuali. Il calcolo accurato di pesi, dimensioni e volumi permette di effettuare preventivi accurati. Un buon rendering può evitarci la brutta sorpresa che il gioiello finito non piaccia al committente. Insomma, laddove il contributo di uno strumento di progettazione è sostanzialmente tecnico, i vantaggi sono indiscutibili.
Un programma CAD per oreficeria può essere veramente creativo?
E questa è la domanda più importante di tutte. La mia risposta è: sostanzialmente no. La creatività non è mai nello strumento, ma in chi lo utilizza. È vero, molti tra i programmi disponibili consentono di creare un gioiello gradevole con pochi passaggi, sfruttando elementi standard di libreria. Ma questa non è una soluzione; anzi è piuttosto il problema. Infatti, questi strumenti consentono “a chiunque” di creare un gioiello gradevole con pochi passaggi. E quindi questi gioielli, anche se tecnicamente ben realizzati, appaiono omologati, talvolta… ovvi. Se lo scopo è produrre in serie e con il minor sforzo possibile gioielli piacevoli, allora questa strada è percorribile; ma tutto questo con la creatività ha ben poco a che vedere.
Ad una diversa categoria appartengono i programmi di modellazione e sculpting “puri”. Questi prodotti non offrono soluzioni “pronte”, ma una serie di strumenti digitali che facilitano la realizzazione di un modello generico. Proprio la mancanza di forme predefinite elinina il rischio di cadere nella tentazione di sfruttare, magari modificandolo alla bisogna, un modello comunque già visto.
Dal mio punto di vista, per chi intende creare gioielli unici, i modellatori “generici” sono il giusto punto di partenza.
I principali prodotti sul mercato.
Questo elenco non pretende di essere esaustivo. E piuttosto che esprimere considerazioni rispetto alla validità o alla convenienza dei singoli applicativi, cercherò di fornire informazioni più obiettive possibile rispetto alla loro collocazione all’interno del flusso di lavoro di un artigiano orafo, di un designer di gioielli o di un’industria che produce preziosi.
Non ho mai provato personalmente questo programma, che viene definito “il più veloce ed avanzato CAD per gioielleria sul mercato”. Credo che questa definizione sia stata attribuita direttamente dal produttore, ma stando alle caratteristiche, il programma appare completo e flessibile. In particolare, nello scenario dei vari CAD per gioielleria, spiccano le potenzialità parametriche ed associative di Monarch, che lo rendono uno strumento appetibile anche per applicazioni industriali.
Monarch offre:
Stampigliatura automatica degli anelli
Il programma offre facili modalità per incidere nomi e dediche, e stampigliare i marchi dei carati e dell’orefice all’interno degli anelli.
Distinta base
Monarch produce con un semplice clic un dettagliato report dei materiali e delle gemme utilizzate per realizzare un gioiello.
Cupole, Cabochon
Questi elementi possono essere creati in modalità parametrica, specificando altezza, continuità e corona. I dati introdotti sono conservati in un “albero del modello”, e possono essere variati successivamente.
Libreria gemme
All’interno del programma è disponibile una vasta libreria di pietre preziose. Le assegnazioni sono memorizzate nell’albero del modello e possono essere modificate successivamente.
Pattern
Sono disponibili molti pattern decorativi predefiniti, che possono venire modificati attraverso parametri. E’ possibile aggiungere pattern personalizzati alla libreria.
Grani
E’ possibile aggiungere con grande facilità grani parametrici decorativi ai gioielli.
Uso di pietre preziose con taglio personalizzato
Con GemCAD e Sarin è possibile disegnare tagli personalizzati delle gemme, ed importarle in Monarch. Le gemme sono gestite senza triangolazione aggiuntiva ed è possibile definirne il colore, tipo e grado.
Parametrizzazione
Il programma è totalmente parametrico, e consente di modificare dimensioni, posizioni, numeri di elementi attraverso l’albero di costruzione. Le funzionalità parametriche consentono di creare con facilità parure o famiglie di gioielli, e di riutilizzare progetti già completati inserendo varianti anche significative.

Creazione di pavé e incisione testi
Monarch può creare pavé complessi e incisioni di testi in pochi secondi, definendo superfici, contorni e caratteristiche del pavé.
Attributi del materiale
Il programma permette di specificare caratteristiche meccaniche e proprietà dei materiali utilizzati, per eventuali analisi FEM utilizzabili per verificare la rispondenza a specifici criteri nella produzione industriale.
Props
Oltre ad una serie di sfondi e gradienti, Monarch include una libreria di astucci, cofanetti e display da utilizzare per ambientare i rendering del modello.
Gemvision Matrix
Matrix è uno dei più “longevi” Jewelry CAD sul mercato, giunto ormai alla versione 7. Gemvision offre inoltre anche una interessante CNC dedicata, REVO540CX, che consente di produrre modelli in cera di alta qualità in-house.

Matrix integra T-Splines, una tecnologia di modellazione ibrida particolarmente adatta alla realizzazione di gioielli, che offre un buon grado di flessibilità.
L’approccio al design è facilitato dalla presenza dei Builders, una serie di wizard che consentono di collocare forme base e controllarle attraverso comodi manipolatori.
Tra le altre interessanti caratteristiche e funzionalità che offre Matrix, la possibilità di ottenere rendering con particolari effetti di illuminazione ed animazioni, albero di costruzione parametrico, librerie di frammenti, (naturalmente) strumenti per il calcolo del peso e, per finire, la possibilità di ordinare pietre preziose e demandare la produzione attraverso una partneship con Stuller, la più grande struttura DCT e produttiva degli USA.
Rhinoceros 5

Non c’è bisogno di grandi presentazioni per questo notissimo modellatore NURBS, impiegato nell’industrial design, architettura, automotive, navale e naturalmente nella modellazione di gioielli. Pur non essendo un “Jewelry CAD” dedicato, Rhino 5 contiene tutti gli strumenti necessari a sviluppare modelli freeform con elevati contenuti artistici.
A causa della sua flessibilità e della disponibilità di librerie di sviluppo “aperte”, viene frequentemente utilizzato come “modellatore base” per ospitare plug-in specifici per la modellazione orafa. L’ultima versione include oltre 1000 migliorie, sfrutta le piattaforme a 64bit ed il calcolo multithreading.
RhinoGold

Prodotto da TDM Solutions, RhinoGold è un plug-in per Rhinoceros flessibile e dal costo abbordabile. Una rapida curva di apprendimento (soprattutto per chi già utilizza Rhino) e la disponibilità di corsi on-line ne facilitano l’introduzione nel processo di progettazione dei gioielli. RhinoGold offre anteprime fotorealistiche in tempo reale e compatibilità con i più diffusi motori di rendering (VRay, Flamingo, Brazil etc.), wizard, CAM export assistant e l’utile STL repair assistant per chi realizza prototipo con tecniche ARP.
La filosofia di base di Rhinojewel è quella di potenziare, ottimizzare ed integrare – in un unico spazio di lavoro con un’interfaccia intuitiva – le migliori e più innovative tecnologie che abbiano un’applicazione per il disegno e/o la fabbricazione del gioiello.
Gli strumenti di Rhinojewel sono particolarmente utili per quelle fasi della modellazione solitamente complesse e ripetitive. Derivato da TechGems, di cui rappresenta la versione Plug-in per Rhinoceros, è fondamentalmente orientato alla ges
Rhinojewel aggiunge a Rhinoceros una vasta gamma di strumenti studiati appositamente per soddisfare le esigenze del settore orafo, divisi in quattro gruppi principali: Strumenti Metallo, Strumenti Gemme, Strumenti di Modellazione Bonus e strumenti relativi alla libreria di pietre calibrate SWAROVSKI GEMS™. Come sempre, sono anche tutti gli strumenti classici di Rhino.
modo
Versatile e poliedrico, il cavallo di battaglia Luxology è un modellatore SDS (Subdivision Surfaces) che utilizza un approccio poligonale alla modellazione, molto diverso da quello impiegato da Rhinoceros, basato su curve NURBS. Particolarmente adatto alla rappresentazione di fini dettagli e forme organiche, modo è comunque un modellatore a 360 gradi, che può affrontare complessi progetti senza grandi difficoltà.
L’ambiente integrato di modo include diverse interfacce dedicate a varie task: modellazione, sculpting, rendering, topo, uv-map, painting 3D, animazione, dinamica. A parte l’assenza di librerie di modelli ed elementi pronti, potrebbe essere considerato uno strumento adatto a modellare e presentare praticamente qualsiasi tipo di gioiello. La possibilità di ridefinire la topologia di un modello importato (es., da una scansione 3D) e la disponibilità di plug-in di esportazione verso l’ambiente NURBS (SDStoNURBS) consentono di utilizzarlo con efficacia come software di reverse engineering a basso costo, per rielaborare modelli fisici esistenti.
L’area di eccellenza di modo è legata al potente ambiente di UV-mapping e al modulo di rendering integrato, che offre un’ottima qualità già in tempo reale, lo rendono ideale per la presentazione di gioielli, la realizzazione di pagine e video pubblicitari.
ZBrush
Negli ultimi anni, di designer di gioielli che hanno sperimentato software basati su NURBS si sono spesso sentiti limitati nella possibilità di esprimersi. Con ZBrush, creare un anello in bassorilievo è come scolpire nella cera, in un modo che richiama il metodo tradizionale utilizzato nella gioielleria. Tuttavia, all’interno di questo ambiente l’approccio tradizionale viene arricchito da strumenti che consentono un’esplorazione, variazioni e sperimentazioni senza limiti.
La gioielleria è una forma d’arte, e non dovrebbe apparire come un esercizio tecnico. ZBrush permette di “sentire” la cera virtuale sotto ai propri polpastrelli, e di utilizzare con vantaggio le tavolette LCD dotate di stilo sensibile alla pressione.
La libertà di poter realizzare qualsiasi modello immaginabile è a portata di mano nel canvas di ZBrush, che può in questo senso essere considerato il Re della creatività.
Pipeline
L’accuratezza viene mantenuta nel progetto dalla capacità di importare forme base e template in ZBrush. I modelli NURBS creati in altri software possono essere triangolati e convertiti in una mesh che può essere scolpita. Utilizzando i molteplici strumenti presenti nella “cassetta degli attrezzi” di ZBrush, i modelli importati possono essere cesellati in uno sfarzoso lavoro in brevissimo tempo. La personalizzazione è facile e veloce; la richiesta di un cliente può essere facilmente provata e presentata con tutte le variazioni necessarie prima che venga effettuato un prototipo.
ZBrush permette di verificare istantaneamente il proprio progetto replicando materiali realistici e illuminazioni naturali. Utilizzando i Material Capture Tools (MatCAP) è possibile campionare le caratteristiche di una superficie da fotografie, ed effettuare rendering fotorealistici mentre si continuano ad apportare modifiche al modello.
ZBrush consente di affrontare un progetto dal concept alla realizzazione finale in un solo giorno. Il modello base con il quale si è iniziato a lavorare la mattina può essere scolpito e preparato per la stampa 3D entro la sera.
Usando il plugin Decimation Master (incluso nel package), i modelli ad alta densità possono essere convertiti in una mesh stampabile senza perdere dettagli. Il modulo di esportazione per la stampa 3D permette di selezionare un formato di stampa ed inviare il file al service per la prototipazione rapida. Nessun altro software offre rispetto alla scultura 3D la stessa velocità e flessibilità.
Game Developers Conference 2013

Come facciamo sempre in occasione della nostra fiera preferita, anche quest’anno siamo lieti di offrire, con un prezzo speciale, un altrettanto speciale package che contiene i nostri più avanzati strumenti. Potrete risparmiare ben 1.159€, ed entrare nella comunità in crescita degli “sviluppatori con sostanza“!
L’offerta è valida fino al 10 aprile, ed include:
- Substance Designer 3.5 (rilasciato il 27 Marzo).
- Bitmap2Material 2.1 (incluso B2M Mobile)
- 250 file sorgenti Substance(.disbs)
- Redux Mobile
modo 701 Sneak
Ancora video sulle nuove funzionalità di modo 701. Particles in action.
modo 701 scende in campo – impressioni – recensione
Dopo la fusione con The Foundry, Luxology ha accelerato lo sviluppo della sua nuova versione, la 701, resa disponibile prima del previso.
Molte le nuove funzionalità introdotte. In questo primo video di anteprima, una breve presentazione delle significative implementazioni di questa versione. Nei prossimi giorni, dopo un esaustivo test, pubblicherò i risultati di un vero e proprio ”test su strada”. Restate sintonizzati su ShareMind.
madCAM 5 in versione Italiana
Annuncio con vero piacere un “nuovo arrivo” in casa ShareMind.
Si tratta di madCAM, un plug-in (ovviamente, un CAM) per Rhinoceros, sviluppato in Svezia da Joakim Möller. Dopo molte prove e giusto al termine del lavoro di traduzione in Italiano, ecco le mie impressioni in una breve recensione.
Plug-in? No grazie.
Devo confessare che non ho mai avuto troppa passione per i plug-in in generale. Spesso sono qualcosa di simile ai vecchi “accessori per Black & Decker” che andavano di moda una volta. Aggeggi che si aggiungevano ad un trapano da casa per fargli fare qualcosa di diverso dai buchi. Accessorio “seghetto alternativo”, accessorio “levigatrice”, accessorio “sega circolare”, e i più famigerati ed inservibili di tutti, accessori “compressore gonfiagomme” e persino “tornio per legno”.
Cosa c’era che non andava? Praticamente, tutto. Ergonomia, meccanica, regime del mandrino inadatto, mancanza di sicurezza… E il fastidio di trovare sempre montato sul trapano l’accessorio che meno serviva in quel momento. Poi “per fortuna”, sono arrivati i Cinesi, che con prodotti spesso decenti e a basso costo hanno fatto capire anche agli hobbisti che una cosa fatta apposta per un certo scopo è meglio di una adattata.
Nel software le cose non sono poi così diverse. Anche qui, spesso i plug-in sono sviluppati con strumenti di programmazione diversi da quelli dell’applicazione “ospite”, dando luogo a problemi di ergonomia e compatibilità. Data la popolarità che Rhino ha conquistato fin dall’esordio, alcuni produttori di applicativi ”Stand-alone” hanno realizzato semplicemente un “involucro richiamabile”, al quale Rhinoceros semplicemente trasferisce la “scena”, a volte successivamente elaborata addirittura in una finestra dedicata. Altrettanto spesso, le librerie grafiche utilizzate dal plug-in sono diverse da quelle dell’applicazione, generando conflitti e rallentamenti.
E una cosa molto probabile è che – se il plug-in non va in conflitto con l’applicazione ospite – vada comunque in conflitto con un altro plug-in installato.
Però…
Certo che poter gestire un progetto complesso e articolato in un solo programma d’altro lato è un bel vantaggio. Effettuare un rendering di un modello senza dover esportare oggetti, luci, materiali e mapping è comodo. Anche poter aggiungere una restrizione o modificare un modello per un problema riscontrato in un percorso utensile è comodo.
E’ per questo motivo che, nonostante la mia diffidenza verso il concetto stesso di plug-in, ho comunque sempre seguito con attenzione queste “appendici”, cercando di capire in quali casi ne valesse la pena. E madCAM mi pare proprio uno di questi.
Il programma è realizzato nel buon vecchio “Delphi”, utilizzato pressoché esclusivamente per richiamare funzioni native di Rhinoceros, di fatto utilizzate sia per il calcolo, sia per la rappresentazione del percorso utensile, tracciato con le stesse primitive che Rhino utilizza al suo interno per qualsiasi modello o disegno.
Così, il primo “incidente positivo di percorso” è che il tracciato utensile risulta costruito con familiari curve NURBS standard, come se fosse stato disegnato dal progettista. Curve manipolabili con grande facilità con i convenzionali strumenti di editing di Rhino.
Il programma risulta veloce, pratico. Una sola, compatta barra strumenti permette di controllare tutte le funzioni. Il primo impatto dopo l’installazione è che qualcosa non abbia funzionato, perché l’interfaccia di Rhino è apparentemente identica. Quando l’occhio cade finalmente sulla nuova barra degli strumenti ci si chiede: tutto qui?
madCAM è davvero integrato, come se avesse da sempre fatto parte di Rhinoceros. Le finestre, le modalità di visualizzazione sono quelle native, a tutto vantaggio del flusso di lavoro, che non subisce cambiamenti. I percorsi vengono generati in nuovi layer di Rhino, e questo permette di utilizzare i consueti comandi per abilitarne o meno la visualizzazione, gestirne i colori etc. In sostanza, l’interfaccia della parte CAM non differisce in alcun punto da quella di Rhino.
“In corso d’opera” (cioè durante lo sviluppo di un progetto CAM) tutti gli strumenti convenzionali di modellazione e disegno restano accessibili. Così, è possibile ottenere una quota, nascondere una superficie che non va trattata, modellare “al volo” una restrizione o un grezzo speciale, cambiare la scala, l’orientamento, la posizione del modello etc. Cool.
Prerogative dell’ambiente CAM
Oltre alla gradita sorpresa del supporto multithread, in grado di sfruttare al meglio i processori multicore dell’ultima generazione, di compilazioni a 32 e 64 bit e di svariate versioni multiasse (3,4,5,5Xtra), madCAM riserva sul piano tecnico parecchi altri interessanti contenuti. Da programmi CAM di questo livello di costo ci si aspetta una certa “miopia” nel riconoscere e trattare di conseguenza le entità geometriche del modello. In genere, questo viene lavorato come un unico, intero oggetto, con pattern semplificati che non tengono troppo in considerazione la presenza di bordi, cave, superfici inclinate etc. In particolare nelle lavorazioni con assi rotanti, i CAM “economici” tendono a generare strategie piuttosto banali: movimenti longitudinali rispetto all’asse di rivoluzione che nel frattempo gira, o al massimo una paziente spirale con le necessarie variazioni Z…
Strategie
madCAM, grazie anche all’ottimo livello di integrazione con Rhino, offre una varietà di strategie inaspettatamente vasta, con soluzioni spesso non disponibili neppure in prodotti CAM di fascia alta. Una volta definiti infatti gli assi di rotazione e l’asse mandrino (è sufficiente disegnare delle linee in Rhino per farlo), tutte le strategie disponibili nelle lavorazioni a 3 assi (sgrossature, semifiniture, finiture, pocket, contornature, tracciature, forature, aree residue etc.) divengono automaticamente applicabili alle lavorazioni multiasse. La peculiarità di poter utilizzare tutte le strategie disponibili indipendentemente dal numero di assi utilizzato è più unica che rara nel panorama delle funzionalità dei programmi CAM.
E non finisce qui. Ad esempio, basta dare un’occhiata alla finestra di dialogo delle finiture (piana o a livelli), per notare la presenza del controllo “Angolo limite”.
Quando ho visto la prima volta questo controllo ho pensato: “Wow! Non mi dire… Vuoi vedere che è possibile limitare il percorso in base all’angolo di incidenza frontale e laterale tra l’utensile e la superficie…“. Si. Proprio così. Ma che significa, in pratica?
Ebbene, tutti gli operatori sanno bene che per le superfici tendenzialmente pianeggianti l’ideale è affrontarle con una lavorazione piana, con passate parallele. E sanno altrettanto bene che invece questo approccio produce, se applicato a superfici ripide o addirittura pareti verticali, una cattiva finitura (dentellatura) in particolare per le superfici perpendicolari rispetto alla traiettoria. E di conseguenza, che le superfici ripide vanno lavorate con una strategia a livelli. Utilizzando la maggior parte dei programmi in commercio, e visto che quasi tutti i modelli presentano sia superfici pianeggianti, sia superfici ripide, questo significa che per ottenere buoni risultati non potremo far altro che effettuare due finiture sul modello: una parallela, e una a livelli. Ahimè, con conseguente notevole perdita di tempo.
La presenza del controllo “Angolo limite” in madCAM serve proprio ad eliminare questo problema. Definendo l’angolo sino al quale deve operare la strategia parallela, e l’angolo dal quale deve intervenire la strategia a livelli, le due operazioni non “sprecano” percorso per passare su superfici già lavorate.
Già visto? Si, appunto. Su alcuni (pochi) programmi CAM di fascia alta.
madCAM è disseminato di queste accortezze. Ad esempio, nella strategia di lavorazione piana, un controllo consente di inibire la lavorazione delle aree già piane del modello (es., perché il grezzo era già spianato, perché sono state effettuate semifiniture con utensili di grande diametro etc.). E certo, perché rilavorare quanto già finito? Accortezze che mancano anche in prodotti ben più blasonati. Esplorandolo a fondo, presenta tali sottili furbizie da apparire sviluppato da un meccanico, o meglio da un fresatore con le mani unte di olio chimico, piuttosto che da un programmatore.
E in effetti, andando a scavare nel profilo di Joakim Möller, il padre di madCAM, è proprio così. Questo simpatico e poliedrico imprenditore svedese ha infatti sia una officina stampi, sia la passione per la programmazione.
Si è scritto un programma proprio come gli serviva, e lo usa tutti i giorni. Incidentalmente (e per fortuna), ha anche pensato di commercializzarlo.
Quello che ho pensato anche io, dopo averlo apprezzato nelle numerose “prove su strada”. E, come faccio per tutti i programmi che mi piacciono, l’ho tradotto in Italiano per renderlo ancora più facile da utilizzare per chi non ha familiarità con l’Inglese.
In occasione del prossimo rilascio della versione 5, madCAM (il primo plug-in CAM scritto per Rhino, per inciso), è disponibile a condizioni economiche particolarmente vantaggiose: 595€ per la versione 3 assi, 995€ per la versione 4 assi, 1995€ per la versione 5 assi e 2995€ per la versione 5Xtra. In altre parole, a quanto mi risulta, in di gran lunga il più economico CAM 5 assi in continuo sul mercato.
madCAM 5
madCAM AB
Tallundsgatan 3
622 54 Romakloster Sweden
Pro - semplicità d’uso, grande varietà delle strategie, qualità dell’integrazione con Rhino, prezzo.
Cons – a volerne trovare, efficienza di alcuni movimenti in rapido migliorabile.
Il fabbro automatico
Ho sempre avuto una speciale passione per il ferro battuto, le forge, i mantici, e persino per la mascalcia. Un’arte rude e sanguigna, somministrata al metallo a colpi di mazza, restia a cedere all’automazione.
Tanto da non doversi preoccupare troppo che nel tempo venga soppiantata da diavolerie a controllo numerico. Tuttavia, come è noto, anche le macchine mi attraggono, e quelle nel video esibiscono alcuni meccanismi decisamente affascinanti in azione.
Brazil for Rhino (5)
Nuovo Rhino, nuovo Brazil. Ma con la marea di motori di rendering disponibili al giorno d’oggi, ha ancora senso per McNeel seguire direttamente lo sviluppo di ben tre diversi plug-in (Flamingo, Penguin e Brazil)? Forse si. Effettivamente, Brazil ha un target diverso. Il sacrificio della semplicità d’uso (la curva di apprendimento di Brazil non è proprio una passeggiata) a vantaggio del realismo delle immagini e dell’articolazione dei parametri e delle feature disponibili indirizzano Brazil verso un diverso pubblico.
E sicuramente la comodità di impiego offerta dal buon livello di integrazione con l’ambiente di modellazione rappresenta un indubbio vantaggio.
Allora, ecco un interessante video che aiuta non poco a districarsi nella iniziale complessità della realizzazione di materiali per Brazil. Una tavola ben apparecchiata, nella quale c’è davvero un po’ di tutto.
Making materials with Brazil for Rhino from Rhino Tutorials on Vimeo.
Aspire 4.0
La nuova release di Aspire, inizialmente disponibile per gli utenti della versione 3.5, contiene molte migliorie e diverse nuove funzionalità. Le principali linee guida per lo sviluppo di questa release sono state incentrate sull’approfondimento delle modalità di impiego da parte degli utenti degli strumenti più frequentemente utilizzati, per semplificare ulteriormente le interfacce e migliorare nel complesso l’intero flusso di lavoro. Sono stati aggiunti svariati nuovi comandi e potenti funzioni come “Extrude and wave”, che offrono ora potenzialità di modellazione totalmente inedite. Il documento What’s New contiene l’elenco delle migliorie e delle nuove funzioni introdotte nella release 4. Nel seguito di questo articolo sono comunque elencate le principali novità, suddivise per categorie.
Migliorie nell’area Disegno
Video sulle nuove funzionalità
- Migliorie allo snap sui vettori, con l’aggiunta di ulteriori punti di snap per un miglior controllo nella modifica delle forme
- Quotatura di base
- Estensione dei vettori nel punto comune di intersezione
- Copia speculare rispetto ad una linea arbitraria

- Migliorie nelle modalità di creazione degli archi
- Offset di entrambi i lati di un vettore ed opzione per selezione automatica delle nuove geometrie di offset
- Strumenti di allineamento aggiuntivi, inclusa la possibilità di allineare i bordi esterni dei vettori
- Anteprima di nesting

- Anteprima di adattamento curve
- Anteprima di adattamento di vettori alle bitmap
- Ridimensionamento percentuale dei vettori
Generalità
Molte delle migliorie apportate consentono di lavorare in modo più facile con i dati 2D in Aspire. In particolare, le nuove modalità di snap offrono un valido aiuto nella creazione e modifica dei vettori. Un vasto numero di migliorie apportate alle funzioni esistenti aggiunge maggiore flessibilità , come la possibilità riflettere rispetto ad una linea arbitraria, effettuare offset da entrambi i lati di una curva e creare archi con le nuove primitive di disegno. Nesting, adattamento delle curve e vettori da bitmap offrono ora la possibilità di una lista di anteprima, per consentire di trovare diverse impostazioni per ottimizzare i risultati ottenibili. La possibilità estendere le curve verso un punto di intersezione e creare quote agganciate ai vettori nella vista 2D ampliano ulteriormente la versatilità dell’ambiente di disegno.
Modellazione
Video sulle nuove funzionalità
Sommario
- Strumento Extrude and Wave

- Nuove funzionalità nello sweep su due binari, per un maggiore controllo nella generazione di superfici di scorrimento
- Aggiunta del piano zero
- Nuovo strumento “Sforma”
- Modalità di combinazione Multiply
- Nesting di componenti
- Aggiunta di controllo di levigatura e
migliorie generali degli strumenti di sculpting - Informazioni sui componenti nell’elenco
Generalità
La sezione di modellazione presenta molti cambiamenti in svariate funzioni. L’implementazione più significativa è rappresentata dal nuovo strumento “Extrude and wave”, che consente di estrudere vettori o componenti 3D lungo un set di curve guida con l’opzione di “ondulare” le forme ottenute quando i vettori di percorso si sovrappongono. Questo strumento estremamente potente consente di creare forme complesse da semplici gruppi di vetori. Lo strumento “Sweep su due binari” è stato completamente ridisegnato, aggiungendo la possibilità di utilizzare sezioni multiple lungo i binari in punti specifici, per un miglior controllo della superficie risultante. Il nuovo strumento “Sforma” permette di aggiungere uno sformo alle superfici verticali, particolarmente utile per la gestione di termoformature.
Lavorazione
Sommario
- Cancellazione dinamica del materiale rimosso, inclusi i tagli interni nell’anteprima

- Opzione per annullare l’ultima anteprima e “riavvolgere” l’ultimo percorso
- Controllo della velocità di rappresentazione dell’anteprima
- Sommario impostazioni materiale
nella scheda anteprima - Impostazioni del materiale avanzate
- Opzioni di visualizzazione Semplici/Avanzate per le profilature ed i pocket
- Riordinamento drag-and-drop delle lavorazioni
- Informazioni sull’estremità utensile nell’elenco lavorazioni
Generalità
L’obiettivo principale della revisione della parte relativa alle lavorazioni è stato l’incremento della semplicità d’uso. In particolare, sono state sviluppate nuove eccellenti opzioni per il controllo dell’anteprima del percorso. E’ possibile ora regolare la velocità dell’anteprima, per studiare in dettaglio ogni particolare dei movimenti di lavoro. E’ anche possibile annullare l’ultima anteprima eseguita, se si ritiene di dover modificare il percorso. Questa possibilità evita di dover rieseguire l’intera anteprima. Con un semplice doppio clic sulle regioni che sono state lavorate, incluse quelle interne, è possibile rimuoverle dallo schermo. In aggiunta a queste migliorie, è ora più facile controllare cosa viene visualizzato nelle impostazioni del materiale.
Migliorie generali
Sommario
- Riorganizzazione del layout con un raggruppamento più efficace delle icone

- Aggiunta della scheda Layer ed accesso veloce al controllo del Layer manager durante il disegno
- Drag and Drop per caricare i file in Aspire
- Copia e Incolla di immagini nel software
- Importazione file 3DM da Rhino
- Maggiore controllo nella importazione di modelli 3D (STL, 3DM, OBJ etc.)
- Opzione di chiusura del fondo con un piano nell’esportazione STL per la stampa 3D
- Esportazione file VCarve Pro CRV da Aspire (solo vettori e percorsi supportati)
- Esportazione modelli POV ray per il rendering
- Controllo dello zoom con il pulsante centrale del mouse nella vista 3D
La differenza più immediatamente percepibile nell’aggiornamento ad Aspire 4 è la riorganizzazione dell’interfaccia. Le icone sono state suddivise in più efficienti gruppi e sezioni. L’albero dei componenti e l’elenco dei percorsi sono ora collocati nella parte inferiore dello schermo, per lasciare maggiore spazio per gli elenchi. Nell’aggiornamento si può verificare un certo disorientamento iniziale, ma tutti i test eseguiti durante la fase beta hanno confermato che l’attuale layout è più efficiente e produttivo. Il layer manager è ora collocato in una sua propria scheda, accessibile anche dalla scheda disegno, per offrire una migliore gestione. Sono state aggiunte nuove opzione per l’importazione e l’esportazione di file.
Il regalo di Natale di Allegorithmic
Per tutti gli appassionati di rendering, i modders, gli entusiasti del texturing, Allegorithmic rende disponibile Substance Designer 3 per uso non professionale al costo di 99€ + IVA. Il programma è tecnicamente identico alla versione commerciale, senza alcuna limitazione, e può essere utilizzato per qualsiasi scopo non-profit. Per tutti gli ordini evasi entro il 31 Dicembre, sarà inoltre fornita una libreria di ben 250 materiali parametrici Substance.









