Una cattiva finitura? 7 motivi imputabili al software

Spesso gli operatori di sistemi CNC sono portati a pensare che le ragioni di una cattiva finitura siano imputabili a problemi hardware.

  • I regimi e gli avanzamenti erano corretti?
  • Gli staffaggi e la macchina sono sufficientemente rigidi?
  • Il mandrino gira in modo eccessivamente eccentrico?
  • La lubrificazione era adeguata?
  • L’utensile è del tipo giusto e correttamente affilato?

Queste sono le prime domande da porsi, ma la faccenda non finisce qui. Molti fattori influenzano la finitura della superficie, ed alcuni di questi dipendono più dal software CAD/CAM utilizzato che da motivi hardware. Ad esempio, le parti rappresentate nell’immagine presentano superfici sfaccettate. Questo è decisamente un problema software (anche se eccezionalmente una cattiva taratura di motori servo può produrre difetti similari).

Diamo un’occhiata più in profondità ad alcuni aspetti critici del software.

1) Tolleranza cordale

Il programmi CAD/CAM spesso simulano curve e superfici “morbide” con una serie di segmenti di linea. La rappresentazione del modello sullo schermo si avvale di tecniche antialiasing che sfruttano algoritmi supportati dal programma o dalla scheda grafica per rappresentare il modello nel modo migliore, ma internamente, in termini di dati geometrici disponibili, il modello viene discretizzato. Inoltre in generale la maggior parte dei controlli CNC è in grado di produrre solo linee ed archi, in contrasto con la moltitudine di tipologie di curve che possono esistere in un modello. Per queste ragioni è importante verificare le impostazioni della tolleranza cordale, considerando che in alcuni programmi questo parametro potrebbe essere definito con una terminologia diversa. Per comprendere la tolleranza cordale,  pensiamo alla simulazione di un arco attraverso una serie di curve:

Nel disegno, i segmenti di linea (gialli) sono le corde dell’arco, da ciò il termine “tolleranza cordale”. Il criterio generale è quello di mantenere il valore di tolleranza cordale uguale o meglio ancora inferiore rispetto alla accuratezza della macchina.
I computer attuali sono estremamente potenti, e consentono di definire valori molto bassi di tolleranza cordale senza rallentare eccessivamente il calcolo. Se la tolleranza cordale è troppo elevata, si ottengono parti sfaccettate, come quelle rappresentate nell’illustrazione precedente.

2) Formato del file CAD

Strettamente correlato al problema della tolleranza cordale è il tipo di formato file utilizzato per importare il modello nel software CAM. Ad esempio, formati poligonali come il diffuso STL rappresentano le superfici 3D attraverso una moltitudine di piccole superfici triangolari. L’effetto nel contesto 3D è sostanzialmente analogo a quanto accade nel contesto 2D in relazione alla tolleranza cordale. Le considerazioni sono le stesse; la poligonizzazione deve dar luogo a poligoni di lato più piccolo dell’accuratezza della macchina per ottenere buoni risultati di finitura. Nota: anche utilizzando formati analitici (es. 3DM, Iges, Step etc.), la maggior parte dei programmi CAM all’atto dell’importazione del file converte comunque il modello analitico in un modello poligonale; di conseguenza è comunque necessario controllare come e con quali tolleranza tale poligonizzazione avviene. Un’eccezione a questo comportamento è rappresentata da SprutCAM, che effettua direttamente i calcoli su superfici e curve analitiche, senza poligonizzazione e senza errore cordale.

3) – 4) Passata laterale e strategie di lavorazione

Se è già abbastanza difficile ottenere buone finiture nelle lavorazioni 2,5D, ottenerle nelle lavorazioni 3D è ancora più difficile. Dopo tutto, in generale si utilizzano utensili sferici o raccordati per tentare di ottenere superfici levigate, ma ovviamente questi utensili producono inevitabilmente un più o meno marcato “effetto onda”, o meglio quello che tecnicamente viene definito “cresta”. In merito, ci sono almeno due importanti aspetti da tenere in considerazione nel progettare la lavorazione. Il primo è la passata laterale. Ci sono molti articoli sul web per approfondire i criteri di selezione di valori corretti per la passata laterale, ma questi sono i punti principali da considerare:

  • La passata laterale dovrebbe essere compresa tra 1/3 e 1/10 del diametro utensile
  • Utilizzare i valori superiori (da 1/5 a 1/3) per materiali morbidi, che non supportano elevati dettagli.
  • Utilizzare i valori inferiori (da 1/6 a 1/10) per i materiali più duri o per i materiali che possono supportare elevati dettagli.
  • Utilizzare l’utensile più grande possibile che permette di lavorare la geometria in oggetto.

Il secondo aspetto chiave è la strategia da utilizzare. In particolare, l’orientamento delle passate rispetto all’angolo di incidenza frontale e laterale dell’utensile è un elemento critico. Alcuni programmi (es. SprutCAM) consentono di utilizzare strategie composte che adeguano automaticamente la direzione delle passate al grado di inclinazione delle superfici.

5) Troppi movimenti!

L’insieme degli stratagemmi che a questo punto si possono adottare si riassume con il concetto di “aumentare”. Aumentare il numero di segmenti (riducendo la tolleranza cordale), aumentare il numero di triangoli nella poligonizzazione, aumentare il numero di passate (riducendo la passata laterale), aumentare il numero di strategie utilizzate…. aumentare… aumentare…
Questo è probabilmente il momento di rivelare il “lato oscuro” di tutto ciò. E già. Percorrendo questa strada si può infatti arrivare ad un punto in cui viene prodotto un numero eccessivo di comandi G-Code, e questo può essere controproducente. Il primo limite che viene in mente è la capacità del controller di processare una moltitudine di comandi. In particolare i vecchi controller possono gestire file di limitate dimensioni; ma in realtà, in questo momento stiamo parlando di altri problemi, persino più gravi. Infatti, la scarsa capienza del controller è una difficoltà in qualche modo risolvibile, ad esempio inviando il file in diverse parti. Quello che invece generalmente non si può fare è far funzionare il controller in modo più veloce. Inviando una serie eccessiva di movimenti, i controller iniziano a degradare le prestazioni. All’estremo, possiamo calcolare il minimo tempo che il controller impiega a processare un singolo movimento G01 lungo un segmento di linea. Sulla base di questo dato, possiamo stabilire la lunghezza al di sotto della quale il tempo necessario a percorrerla diviene inferiore al tempo di processo del controller. Al di sotto di questo limite, è possibile riscontrare dei problemi di degradazione del percorso di finitura. Il controller resta sempre più indietro ad ogni ciclo, è può bloccarsi.

Cosa fare per evitare troppi movimenti

Ci sono due possibili contromisure.,La prima è ovviamente aumentare le tolleranze, e fare alcuni esperimenti sulle parti curve per individuare parametri accettabili che consentano di realizzare una soddisfacente finitura. E’ necessario anche tentare di individuare i limiti del controller; che vengono raggiunti quando vengono prodotti così tanti dettagli che la superficie inizia a degradare.  Queste informazioni sono ovviamente particolarmente importanti, e possono essere ottenute soltanto attraverso una serie di prove ed errori. E’ consigliabile tenere traccia delle prove effettuate e dei loro risultati; una volta scoperti i limiti del sistema, sarà possibile introdurre altre strategie per aggirarli.

La seconda cosa da fare è ottimizzare il G-Code all’interno di questi limiti. A questo punto emerge l’utile pratica di approssimazione agli archi (“Arc Fitting”). L’idea è selezionare una tolleranza, e combinare i segmenti di linea in archi, che approssimano la curva da seguire all’interno di quella specifica tolleranze. Si tratta di una sorta di tolleranza cordale all’inverso. Il risultato finale è molto meno sfaccettato, e il programma risulta  molto più corto, e facile da eseguire per un povero vecchio controller. Per sfruttare l’approssimazione agli archi è necessario ovviamente che questa venga supportata dal software. Alcuni programmi CAM la prevedono di serie, e sono disponibili altri applicativi che la offrono come utility.

6. Lavorazione ascendente o convenzionale. Sfruttare la deflessione.

Gli operatori CNC ricevono spesso l’insegnamento di utilizzare sempre lavorazioni ascendenti, e questo è un peccato, poiché vi sono occasioni nelle quali le lavorazioni convenzionali producono risultati migliori. Non voglio elencare tutte le circostanze nelle quali questo avviene; questo sarà oggetto di un approfondito articolo separato, ma consideriamo almeno gli aspetti base. C sono due essenziali concetti riguardo alle prerogative peculiari delle lavorazione ascendenti o convenzionali.

  • La lavorazione ascendente richiede una forza di taglio inferiore. Questa è la ragione principale per la quale viene generalmente utilizzata per tutte le lavorazioni, incluse quelle di finitura.
  • La lavorazione convenzionale provoca una deflessione lungo il percorso, mentre la lavorazione ascendente provoca una deflessione lungo le parteti di taglio. Questo è il segreto per cui in alcune circostanze, la lavorazione convenzionale produce una finitura migliore.

Certamente, la questione è sottile. Con una forza di taglio inferiore, la deflessione è minore e non costituisce motivo di preoccupazione. D’altro lato, quando si osserva la parte con un angolo particolarmente obliquo, è possibile notare con sorpresa minute variazioni. Se l’utensile deflette verso la parte anche in maniera minima, produce inevitabilmente un effetto onda che può risultare visibile.
Il fatto è che ciascuna lavorazione è diversa, e questo fenomeno può accadere o meno. Io tendo sempre ad utilizzare la lavorazione convenzionale per le finiture, per poter sfruttare i vantaggi di una minore forza di taglio necessaria. Ma se la qualità di finitura è una necessità assoluta, allora è il caso di sperimentare anche la lavorazione ascendente e comparare i risultati.

7. Considerazioni tattiche sul percorso utensile: Approcci, ritrazioni, angoli, Dwell

L’ultimo punto di questo post riguarda alcuni aspetti della tattica, secondo il concetto per cui qualsiasi variazione nel percorso è un’occasione per creare problemi nella qualità di finitura. Ciascuno degli eventi elencati nel titolo del punto 7 è un elemento di disturbo per l’utensile, che può lasciare un segno nella finitura. Tutto ciò che può essere fatto per minimizzare le variazioni migliora la finitura. Ad esempio, i migliori programmi CAM non cambiano la direzione dei movimenti G01 durante il taglio. Tendono anzi a rendere più fluido il percorso includendo archi su ciascuno spigolo esterno. E’ sorprendente quanto ciò influenzi la qualità di finitura.
Nello stesso modo, entrando o uscendo da un contorno, dovremmo cercare di evitare movimenti perpendicolari alla parete, ma usare curve tangenti. Se è possibile allineare gli ingressi e le uscite tangenti ad uno spigolo, si otterrà la migliore qualità possibile.

 

Per alcuni programmi può essere complesso ottenere dei percorsi simili a quello rappresentato, ma vale la pena tentare di produrli.

 

 

 

Novità di SprutCAM 8

Sfruttamento di tutte le risorse dei moderni PC

SprutCAM 8 è un’applicazione per Windows 64 bit. E’ noto che le applicazioni a 32 bit non possono accedere ad oltre 2Gb di RAM. La nuova versione SprutCAM 8 offre una valida implementazione della tecnologia 64 bit per affrontare modelli complessi con migliaia di superfici, che danno luogo a milioni di linee di codice NC.
In aggiunta, il team di sviluppatori di SprutCAM hanno sfruttato la tecnologia Multithread per ottenere una parallelizzazione nei calcoli che consente di trarre vantaggio dai processori multicore, riducendo significativamente i tempi di calcolo. Nella versione 8 è infine in corso di sviluppo una tecnologia che consente di sfruttare le capacità di calcolo delle moderne GPU, che contengono migliaia di unità di calcolo, utilizzabili per migliorare ulteriormente le prestazioni del sistema.

Nuovo sistema di installazione On-Line

SprutCAM 8 viene ora reso accessibile con una nuova tecnologia di installazione. Il nuovo installer online “SCSetup.exe” effettua la scansione del server web SprutCAM per individuare i moduli disponibili e li scarica. Sono disponibili varie opzioni, e la possibilità di installare solotano i moduli necessari, evitando gli altri (che non vengono scaricati). Le successive installazioni usano i moduli precedentemente scaricati, per accelerare il processo di installazione. Il nuovo procedimento è particolarmente orientato allo sviluppo di soluzioni personalizzate da parte dei distributori di SprutCAM, che si distinguono per la traduzione, i tutorial, le guide, gli schemi di macchine  e postprocessor a corredo. Naturalmente, in alternativa è disponibile la classica versione dell’installazione da disco, sempre con personalizzazioni del distributore locale. Nel tempo, verranno aggiunte funzionalità ed aggiornamenti al programma SCSetup online.

Interfaccia aggiornata

SprutCAM 8 da il benvenuto ai suoi utenti con una pagina che contiene i collegamenti rapidi ai nuovi progetti, ai lavori completati, ai lavori in corso e ad una serie di altri utili elementi. Le Notizie Online permettono di restare sempre in contatto sia con le novità di Sprut Technology, sia con quelle del proprio distributore. Queste informazioni non annoiano e non sono persistenti: la pagina scompare non appena si inizia il lavoro.

Il pannello strumenti è stato ridisegnato, e collocato interamente nella parte superiore dello schermo, anzichè essere suddiviso in due pannelli come in precedenza. Questo riduce gli spostamenti del mouse necessari ad accedere alle varie funzioni. Il nuovo pannello strumenti include anche nuovi, estensivi messaggi di suggerimento particolarmente utili per i nuovi utenti.

Il nuovo pannello è quello migliore tra quelli sino ad ora realizzati da Sprut Technology.

SprutCAM 8 usa nuove finestre di dialogo per l’apertura e il salvataggio, che consentono di vedere l’anteprima dei progetti.

Interazione con i sistemi CAD

Anzichè proporre diverse versioni “plug-in”, che a scapito della comodità di connessione con uno specifico sistema CAD ne sacrificano la flessibilità nell’utilizzo e negli aggiornamenti, SprutCAM 8 supporta in modo diretto oltre 20 interfacce verso i più diffusi sistemi CAD (naturalmente, nelle versioni più recenti). Come nota speciale, SprutCAM è dotato anche di un’interfaccia verso FreeCAD, un potente CAD gratuito.
SprutCAM usa FreeCAD per importare geometrie nel formato STEP. Quando viene importato un file “*.stp” per la prima volta, SprutCAM effettua il download di FreeCAD, e le volte successive l’importazione STEP resta disponibile senza alcun costo per l’utente.

Nuovo metodo di definizione del grezzo.

Gli sviluppatori di SprutCAM hanno sempre cercato di evitare la duplicazione di funzionalità proprie dei sistemi CAD, ma alcune funzioni sono particolarmente utili nella creazione del grezzo di lavorazione. Per grezzi da fusione o forgiati la forma del grezzo è simile a quella del modello finale, con un sovrametallo di un certo spessore. Naturalmente è sempre possibile modellare la forma del grezzo in modo dettagliato con qualsiasi sistema CAD 3D, ma per i grezzi da fusione questa funzione, supportata da SprutCAM 8 è più rapida.


Supporto di nuovi tipi di macchina

Non ci sono limiti nei tipi di macchina supportati. SprutCAM 7 utilizzava già schemi cinematici 3D di nuova generazione, che non  ponevano limiti al numero e al tipo di assi ed utensili supportati. SprutCAM 8 estende queste capacità introducendo nuovi schemi per i robot industriali.


Ulteriori passi in avanti rispetto alle macchine sono stati compiuti con il supporto del multitask machining (MTM), macchine con diversi utensili gestiti da differenti controlli NC. SprutCAM 8 permette la programmazione multitask di centri di tornitura con mandrino contrapposto (due grezzi nella stessa area di lavoro), per i quali viene anche gestito il carico/scarico pezzo.

Nuove funzionalità nelle lavorazioni a 5 assi

Sprut Technology continua ad investire nello sviluppo di tecnologie di lavorazione a 5 assi, per rispondere alle esigenze espresse dai clienti.

Nel calcolo del percorso utensile, SprutCAM 8 considera i limiti delle possibili transizioni degli assi rotanti. Se una transizione su un asse raggiunge il limite, l’utensile viene retratto, e gli assi della macchina transitano verso una posizione che consente la successiva prosecuzione della lavorazione. Se i limiti impediscono la lavorazione diun certo elemento del percorso questo elemento viene escluso, e la transizione viene effettuata oltre una superficie di sicurezza, che può essere un piano, una sfera o un cilindro.

La successiva implementazione riguarda la gestione delle repliche del percorso utensile.  La precedente opzione per effettuare le repliche attorno agli assi della macchina è stata molto popolare. ma questa opzione non può essere utilizzata nella modalità TCPM (tool central point managemente mode), che supportata da un gran numero di moderne macchine.  La nuova opzione di gestione delle repliche opera all’interno della modalità TCPM.

SprutCAM 7 aveva due distinte lavorazioni di foratura: forature semplici e forature 5D. SprutCAM 8 utilizza soltanto una lavorazione di foratura che copre entrambe le precedenti funzioni. Per compatibilità con i vecchi postprocessor la lavorazione di foratura ha l’opzione “Usa il vecchio formato cicli (Cycle)”. La nuova lavorazione supporta l’ordinamento dei fori da lavorare per piani, minima rottura trucioli ed altre.

Simulazione della macchina

La restrizione relativa alle lavorazioni di tornitura successive a lavorazioni di fresatura è stata rimossa. SprutCAM 8 simula questo tipo di lavorazioni esattamente come accadono su macchine reali.

Il controllo collisioni è stato potenziato, per gestire le collisioni tra diversi elementi della macchina tra loro, con l’utensile o con la parte. Quando viene rilevata una collisione, gli elementi coinvolti vengono evidenziati e le corrispondenti linee del programma vengono marcate con punti esclamativi rossi.

Sono stati implementati nuovi meccanismi per il controllo dei tallonamenti. Quando l’utensile penetra nella parte ad una profondità superiore a quella consentita, la corrispondente linea di programma viene marcata con un punto interrogativo rosso. Se è attiva l’opzione “Arresta su errore”, la simulazione si interrompe.

Definizione interattiva degli approcci nelle lavorazioni di contornatura

La definizione degli approcci nelle lavorazioni di contornatura è stata potenziata. Ora è possibile definire gli approcci direttamente nella finestra grafica, con la possibilità di specificare valori esatti. L’apporccio è possibile anche da posizioni arbitrarie.

Lavorazione rotativa

La lavorazione rotativa ora è possibile anche con l’asse dell’utensile parallelo all’asse di rotazione. Per attivare questa modalità è sufficiente impostare l’angolo laterale a 90°. Questo approccio permette di generare un semplice percorso utensile anche su macchine a 3 assi sfruttando la lavorazione rotativa. Come vantaggio rispetto alla sgrossatura a livelli, questo sistema consente di lavorare anche sottosquadri, e di generare percorsi elicoidali.

Tornitura con asse B

La tornitura con asse B permette di lavorare elementi difficili da raggiungere con una singola lavorazione, controllando in continuo l’asse B durante il transito lungo il contorno. Questo approccio riduce il numero di cambi utensile, incrementando l’efficienza della macchina. Il percorso è calcolato usando un contorno definito dall’utente, e il valore dell’asse B in ciascun punto del contorno. L’utente può specificare un qualsiasi numero di valori dell’asse B, che possono essere impostati su posizioni arbitrarie lungo il contorno.

Lavorazioni di elettroerosione 2D e 4D

Il processo per la creazione di lavorazioni di elettroerosione è stato significativamente migliorato. Ora è totalmente interattivo e permette l’inserimento di misure ed angoli direttamente nella finestra grafica.

Firma digitale

Postprocessor, schemi macchina, traduzione e materiali per la formazione sono ora crittografati. Questo consente ai distributori di fornire versioni del programma e moduli personalizzati, protetti da copyright e da copia illegale, e di diffondere i loro prodotti attraverso il web market di Sprut Technology.

 CNC ZONE

 

ShareMind introduce il programma SafeCAM sulle nuove versioni personalizzate di SprutCAM

Quanto costa il Fai da te

Fornire ed assistere prodotti professionali da parte di un distributore software è un ingente costo. Per selezionarli con convizione è necessario provarli, studiarli, conoscere a fondo le loro prerogative ed i loro eventuali limiti. E questo è solo l’inizio.
Per suggerire una soluzione appropriata ad un potenziale cliente, è necessario conoscere in dettaglio le sue esigenze. I suoi metodi di produzione, i materiali che lavora, l’organizzazione dell’officina e le macchine che utilizza. Per chiarirgli i vantaggi di una particolare proposta rispetto ad un’altra, è necessario dimostrargli il funzionamento del programma dal vivo, con esempi specifici che riflettono le sue precise problematiche.
E per fare in modo che dopo l’acquisto possa effettivamente lavorare e raggiungere i risultati promessi durante la trattativa, è necessario assisterlo nell’installazione e messa a punto del programma, sviluppare uno o più postprocessor adatti alle sue macchine e verificarne sul campo il buon funzionamento.  Ed infine, l’assistenza deve protrarsi dopo l’acquisto per risolvere gli eventuali problemi che dovessero presentarsi nell’utilizzo del software. Garantire tutti questi servizi con adeguata professionalità è un costo per il fornitore, certo.
Ma se non venissero forniti a corredo dell’acquisto, diverrebbero un onere che comunque l’acquirente deve affrontare. Si troverebbe lui a dover spendere tempo per provare i vari prodotti, sviscerandoli sino ad individuare gli eventuali punti critici.
In molti casi, le versioni dimostrative non consentono di utilizzare pienamente un programma (es., non producono codice NC), e quindi il rischio di acquistare un prodotto sbagliato aumenterebbe. La messa a punto del programma, del postprocessor e del DNC potrebbe presentare problemi tecnici non facilmente risolvibili per un non addetto ai lavori. Senza contare i possibili danni alle attrezzature che potrebbero derivare da test condotti in modo empirico. Questi sono i fondamentali motivi per cui i software CAM, e più in generale i software specialistici non si vendono (e non si acquistano) in un magazzino Self Service. Prima di mettere a repentaglio una macchina del valore di qualche centinaio di migliaia di euro, è conveniente rivolgersi ad un esperto, che si assume la responsabilità di far funzionare le macchine come occorre all’azienda, fornire strumenti adeguati alle esigenze e alle capacità degli operatori, ed erogare la formazione necessaria affinchè divengano autonomi nell’utilizzarli.

Il programma SafeCAM

Lavorazione CNC

Se il “Fai da te” è assimilabile ad acquistare ingredienti in un Discount, scaricare una ricetta da Internet e tentare di cucinare la cena, il programma SafeCAM corrisponde a cenare in un ristorante di lusso. Con un collaudato e ricco menu, presentato con cura e servito da impeccabili camerieri al lume di candela. Traducendo queste metafore nel concreto dell’acquisto di un software CAM, con il Fai da te si rende necessario documentarsi sui vari forum e fare esperienza a proprio rischio e pericolo. SafeCAM consente di introdurre nei processi aziendali un nuovo software assistiti in ogni passaggio da un esperto:

Prevendita:

  • Analisi delle esigenze del cliente ed individuazione della migliore soluzione;
  • Dimostrazioni ad hoc, su parti e modelli del cliente;

Consegna:

  • sviluppo del postprocessor personalizzato;
  • installazione e messa a punto del programma presso il cliente;
  • verifica del funzionamento del  sistema con prove pratiche in macchina;

Formazione:

  • training sulle tecniche di modellazione adeguate alla preparazione ottimale della parte;
  • training sulle tecniche di utilizzo del programma in relazione alle specifiche esigenze del cliente;
  • training sulle tecniche di officina: parametri di lavorazione, staffaggio, attrezzaggio, utensili, lubrificazione, etc.

Post-vendita:

  • assistenza “a vita” sulle problematiche applicative correlate al programma

Questo è lo spirito del programma SafeCAM. Questo è ciò che otterranno i clienti delle nuove versioni personalizzate ShareMind di SprutCAM. Incluso nel prezzo. Come cenare in un ristorante di lusso con un prezzo da Fast Food.

 

 

SprutCAM: Contornature 2D con utensili personalizzati

Nella versione 7 di SprutCAM è stata aggiunta la possibilità, richiesta da molti utilizzatori, di definire utensili con forme personalizzate. Il sistema permette ora di disegnare il profilo dell’utensile desiderato (sia direttamente utilizzando il modulo Geometrie 2D di SprutCAM, sia importandoli da altri CAD 2D). Nel video allegato, viene utilizzato un ulteriore metodo per ricavare il profilo dell’utensile: viene direttamente “estratto” da una sezione 2D ottenuta con SprutCAM. Il profilo ottenuto viene associato ad una variabile “D”, che consentirà nella finestra di dialogo di selezione utensili di variare dinamicamente il diametro.

Da segnalare, sempre in questo video, la veloce modalità con la quale viene modificato interattivamente il punto di riferimento dell’utensile, per eseguire la profilatura interna della cornice.