Artec Leo: lo scanner rivoluzionario è ora disponibile

Pietro Meloni Artec, Scansione 3D

Nel corso dello sviluppo della tecnica, generalmente i processi evolutivi sono graduali. I dispositivi vengono aggiornati nel tempo, con l’aggiunta di nuove funzioni e con il miglioramento delle prestazioni.
Di tanto in tanto si assiste tuttavia ad un vero e proprio salto, che determina la nascita di una vera e propria nuova generazione. Artec Leo è un perfetto esponente di questo salto generazionale.
Un esempio calzante è l’avvento della fotografia digitale.
In quella analogica, il processo comprendeva non soltanto l’apparecchio fotografico vero e proprio, ma una pellicola (o una lastra) ed una serie di passaggi successivi: lo sviluppo con sostanze chimiche, la stampa in camera oscura con l’ausilio di un ingranditore, speciali carte, una serie di bagni (sviluppo, arresto, fissaggio etc.) e l’asciugatura finale.

Artec Leo: fotografia analogica
Ima camera oscura degli anni settanta


Anche le macchine fotografiche hanno subito nel corso del tempo svariati aggiornamenti: ottiche intercambiabili, mirini reflex, esposizione automatica, obiettivi zoom. Ma queste “migliorie” non hanno modificato l’essenza del processo.
Il fotografo era comunque costretto a limitare il numero di scatti, cercando di ottenere ogni volta il miglior risultato possibile, per la capienza e il costo dei rullini. Rullini da 36 pose nel migliore dei casi.

Artec Leo: Leica
La mitica Leica ai suoi esordi


La fotografia digitale ha rivoluzionato tutto questo. Non soltanto è possibile effettuare migliaia o decine di migliaia di scatti senza dover cambiare nessun “caricatore”. È possibile visionare immediatamente le immagini, scartare quelle sbagliate, in molti casi manipolarle direttamente utilizzando la macchina fotografica stessa. La fotografia digitale non si può considerare un’evoluzione della fotografia analogica: è un’altra cosa, ben diversa.

Artec Leo: lo scanner rivoluzionario è ora disponibile
Una fotocamera digitale. Poter vedere immediatamente l’immagine permette di conservare gli scatti migliori.

Lo stesso si può dire della differenza tra i primi telefoni cellulari e gli attuali smartphone. Questi ultimi non permettono soltanto di telefonare: possono scattare fotografie, registrare appunti vocali, inviare messaggi elettronici, connettersi ad Internet, riconoscere comandi vocali eccetera.

Artec Leo: lo scanner rivoluzionario è ora disponibile
Il leggendario Motorola Microtac

Provate ad immaginare che valigia avremmo dovuto portare con noi, venti anni fa, per sostituire uno smartphone dell’ultima generazione.
Anche lo smartphone può essere considerato, più che un semplice aggiornamento di una tecnologia esistente, un prodotto di nuova generazione con un insieme così vasto di potenzialità che all’atto della presentazione appariva difficile immaginarne tutte le applicazioni possibili.

Artec Leo: smartphone
Uno smartphone e le sue Apps

Gli scanner 3D manuali hanno già rappresentato, nel momento in cui sono apparsi sul mercato, una soluzione straordinariamente innovativa. La loro flessibilità d’uso, ben superiore rispetto a quella degli scanner fissi montati su treppiede li ha collocati sin dall’inizio in una diversa categoria di strumenti. Nessuna necessità di calibrazione preventiva, la possibilità di venire utilizzati anche in ambienti difficili e privi di energia elettrica come scavi archeologici, la maneggevolezza e la possibilità di accedere facilmente ad aree recesse del modello da acquisire li rendono enormemente più pratici.
Ma oggi c’è un nuovo salto di qualità, con la comparsa di uno strumento che può essere a tutti gli effetti considerato il capostipite di una nuova generazione di scanner.

Lo scanner Artec Leo, come la fotografia digitale rispetto a quella analogica, o lo smartphone rispetto ad un cellulare, non è l’evoluzione degli scanner manuali: è un’altra cosa, che inaugura una nuova famiglia di prodotti.

Artec Leo è dotato di uno schermo inclinabile, che permette di controllare ogni fase della scansione e gestire i modelli acquisiti con un feedback in tempo reale.
È totalmente autonomo: non richiede un collegamento al computer. La sofisticatissima elettronica della quale è dotato gli consente di processare sino a 80 fotogrammi 3D al secondo. Le caratteristiche sono impressionanti: una CPU Quad Core A57 e una GPU nVidia Maxwell da 1 Teraflops con 256 core CUDA. Accelerometro, giroscopio e compasso integrati.
Non richiede un alimentatore ed un collegamento alla rete elettrica. È dotato di batteria intercambiabile.

Artec Leo: lo scanner rivoluzionario è ora disponibile
Sebbene portatile e flessibile, l’Artec Eva prevede un computer, una batteria ed alcuni cavi.

Include una capiente memoria interna di 256 GB implementati con un mini disco SSD.
È in grado di comunicare, per il trasferimento dei dati, attraverso una connessione Ethernet o via Wi-Fi. Può inviare in tempo reale uno stream video ad un secondo dispositivo WiFi.
Insignito del prestigioso NED Innovation Award 2018, Artec Leo è stato immediatamente percepito dagli addetti ai lavori come uno strumento che apre prospettive di impiego inedite. La praticità d’uso, la velocità di scansione, la possibilità di acquisire con uguale dettaglio piccoli e grandi oggetti lo rendono semplicemente non confrontabile con nessun altro scanner manuale.
La moltitudine di nuove funzionalità e dispositivi integrati nello scanner Leo ha reso molto complessa la sua produzione di serie.
Dalla presentazione del progetto, nell’Artec Meeting del 2016 sono trascorsi due anni e mezzo.
Ma ora, Artec Leo è finalmente disponibile presso i laboratori ShareMind, ed è già possibile prenotare una dimostrazione pratica. Che vi lascerà senza fiato.

Artec Leo scansione di interni di un'auto
Artec Leo è completamente autonomo. Senza cavi né computer, e permette con facilità di eseguire scansioni anche in contesti particolarmente angusti.
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