Staffa porta comparatore per stampanti Raise3D

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Le stampanti Raise3D N2 e N2 Plus vengono fornite con un piano di stampa già perfettamente livellato e pronte all’uso. Considerando il tipo e la robustezza della meccanica (il piano è ancorato a 4 guide lineari e 2 viti a ricircolo), è altamente improbabile che durante l’impiego la calibrazione si renda necessaria. Talmente improbabile, che non sono neppure presenti i classici tre o quattro pomelli di regolazione generalmente presenti su tutte le stampanti 3D. Tuttavia, non si può escludere che una successiva operazione di livellamento non si renda in qualche circostanza necessaria. Ad esempio, considerando che la superficie di stampa vera e propria è rimovibile, può accadere che – per fini sperimentali o per materiali particolari si decida di utilizzare un piano di stampa “fuori standard” non perfettamente pianeggiante.

Staffa di montaggio per comparatore

La possibilità di intervenire, anche se non evidente, in realtà esiste. E’ affidata ad una serie di punti di regolazione (9 o 13, a seconda della serie della stampante). Ciascuno dei punti di regolazione è a sua volta costituito da una vite solidale con il piano e serrata con un dado autobloccante, e da due grani. Il dado viene utilizzato per “serrare” il punto di regolazione, allontanandolo dall’ugello, e i due grani per “spingere” il piano verso l’alto, avvicinandolo all’ugello. Questa soluzione permette di livellare anche una superficie non perfettamente piatta, dal momento che è possibile agire indipendentemente in varie zone, non soltanto agli angoli del piano di stampa. Ma per contro, la regolazione risulta decisamente complessa, in quanto i vari punti di calibrazione in una certa misura si influenzano l’un l’altro. In assenza di strumenti adeguati, l’intera operazione risulta particolarmente delicata, e può richiedere molto tempo. L’utilizzo di un comparatore centesimale può semplificare enormemente la calibrazione.
Ma come fissare – in modo stabile il comparatore al gruppo di stampa? Avevo pensato a diverse soluzioni, cercando di privilegiare quelle che non comportavano lo smontaggio di componenti della macchina. Ma le varie staffe progettate difettavano in un modo o nell’altro di rigidità, determinando letture imprecise.
Così, ho pensato di sfruttare i due fori filettati utilizzati per la regolazione dell’altezza degli estrusori, come un solido punto di fissaggio. E’ sufficiente svitare le due viti a brugola da 4 mm., e montare la staffa porta comparatore con due viti da 15 mm., e il gioco è fatto.

Regolazione vitiRegolazione dado
Il sistema funziona a perfezione, sono riuscito ad ottenere una tolleranza di 2 centesimi su tutto il piano di lavoro, con una taratura che dei punti di regolazione che ha richiesto meno di 15 minuti. La staffa di montaggio è pubblicata su Thingiverse, ed è progettata per un comparatore Borletti. Il modello è tuttavia particolarmente semplice, e può essere facilmente modificato per ospitare comparatori di dimensioni differenti.

 

Raise3D riduce i listini. Nuovi prezzi per la serie N.

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Prezzi serie N
Fino ad oggi, i prezzi delle stampanti serie N, sebbene assolutamente competitivi in relazione alle superiori caratteristiche delle stampanti Raise3D, erano gravati da pesanti costi di spedizione ed importazione. I colli, particolarmente voluminosi (ben 750 x 750 x 1400 mm per la N2 Plus), venivano spediti dalla fabbrica in Europa via aerea.
Con una operazione finanziaria che ha portato all’apertura di una nuova sede in Olanda – Raise3D BV, la logistica è nettamente migliorata, con riflessi positivi sui prezzi delle macchine e sui tempi di consegna.
Le N1 scendono a 1799-1999€ (singolo o doppio estrusore), le N2 a 2799-2599€ e le N2 Plus a 3399-3599€: una riduzione di quasi 400€ rispetto ai listini precedenti.
La serie N si conferma nettamente la stampante 3D con il miglior rapporto qualità/prezzo sul mercato, guadagnando ulteriori lunghezze rispetto alle macchine della concorrenza.

Le N1 single vengono proposte praticamente allo stesso prezzo delle Zortrax M200, ma offrono una carrozzeria chiusa, un maggiore volume di lavoro, un PC touchscreen 7″ a colori a 32 bit in ambiente Linux, connettività WiFi/Ethernet/SD/USB-U-Disk, ugelli intercambiabili, l’ottimo IdeaMaker e compatibilità con software Open-Source.
Le N2, dirette “competitor” delle M300, presentano un costo inferiore di ben 1200€ nella versione con doppio estrusore. E l’estrusore non è l’unica cosa raddoppiata: anche le generose viti a ricircolo di sfere sono due, mentre le robuste guide lineari del piano di lavoro sono 4, il doppio della stampante Polacca.
Le N2 Plus erano già prima della riduzione, con l’esagerato volume utile di oltre 56 litri, un modello praticamente senza concorrenti. Che ora costa 400€ in meno della Zortrax M300, monoestrusore. E rispetto alla Ultimaker 3 Extended, con un prezzo inferiore di circa 100€, la N2 Plus offre un volume di stampa maggiore del 440%. E naturalmente, tutto il resto: PC integrato, temperatura dell’estrusore più elevata, una robustissima struttura, visibilità a 360°, connettività…
La serie N è senza rivali.

Prenota una dimostrazione Scopri i vantaggi della serie N Visita l’e-shop

 

Raise3D avvia la campagna rivenditori

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rivenditori raise3D

Il mercato delle stampanti 3D diviene sempre più difficile, agguerrito, caotico.
La diffusione di questa tecnologia, che si rivolge ad un pubblico tendenzialmente vastissimo promette (sulla carta) importanti guadagni per gli addetti.
E spesso attrae, con questa prospettiva, imprenditori provenienti da mercati “adiacenti”, che vedono attraverso i continui cambiamenti che imperversano nel mondo High-Tech, la loro attività minata dalle conseguenze dell’economia globale. Così, rivenditori di macchinari per ufficio, computer, telefoni cellulari ed elettronica, prodotti i cui margini sono ormai erosi dalla sovrapposizione di innumerevoli canali di vendita, tentano l’approdo nella stampa 3D. Sperando si salire su un treno che porta nella valle dell’oro.

Spesso con esito infausto. Per almeno un paio di motivi.

Il primo è la mancanza di preparazione. Le stampanti 3D sono di per se macchine relativamente semplici da utilizzare e supportare. Ma l’intero processo di stampa implica altre competenze: in primo luogo la modellazione, ma non secondarie, la scelta di materiali e opportuni parametri di utilizzo, le lavorazioni di finitura, e soprattutto dove e come veicolare sia i macchinari, sia le attività di service che le macchine consentono di offrire. Per avere successo in questo campo, è in sostanza necessario essere dei professionisti. Non si può improvvisare.

Ma la professionalità dell’operatore non basta. Anche quando questa è presente senza riserve, e magari è stata sfruttata per selezionare un marchio promettente, il rivenditore di stampanti 3D deve fare i conti con ben altro. Con i pescecani.

rivenditori concorrenti

E già. Dopo una lunga ricerca, fatta di febbrili consultazioni di recensioni, classifiche, articoli sui social e forum, il più diligente dei rivenditori finalmente “trova” il marchio ideale. Quello con il miglior rapporto prezzo/prestazioni, ovunque definito di ottima qualità, affidabile e con caratteristiche innovative. Ed inizia ad investire. Sito, pubblicità, fiere. Magazzino, per avere stampanti in pronta consegna. Ricambi.
Se le premesse erano davvero buone, il marchio inizia a diffondersi. Gli acquirenti ne parlano bene. Il volume di vendita inizia a crescere. Tutto risolto?

No. E’ qui che iniziano i problemi. Nella migliore delle ipotesi, i colleghi più attenti alle tendenze del mercato iniziano a mettere a catalogo, con il compiacimento del produttore, lo stesso prodotto.
Quello che il solerte rivenditore che lo aveva “scoperto” si era tanto prodigato a promuovere. Arrivando per secondi (o per terzi, o quarti), non trovano di meglio per mettersi in luce che proporre sconti, condizioni di favore, consegne gratuite, materiali in omaggio… Contemporaneamente, spesso è lo stesso produttore che, una volta aperto un mercato (dal solerte rivenditore di cui sopra), e magari acquisiti gli indirizzi di acquirenti*, si muove direttamente con offerte speciali talvolta persino imbarazzanti (compri 2 – paghi 1, compri 86 bobine di filamento e la macchina è gratis, Black Friday etc.).
Avviando una ben poco leale concorrenza con la sua stessa rete di vendita, dalla quale attinge risorse.

Il prodotto ne soffre. Era valido, validissimo. Ma il sovrapporsi di offerte sempre più aggressive (quelle di una nota fabbrica di divani terminano tutte le Domeniche…), fa ritenere ai potenziali clienti che presto ci sarà un’offerta ancora migliore. O che – visto che quel prodotto viene ormai svenduto – forse tutta la qualità della quale si parla è discutibile. Le vendite calano, le offerte divengono ancora più aggressive, in una spirale involutiva capace di ingoiare e digerire tutti gli onesti sforzi di promozione (e tutti gli investimenti) fatti a suo tempo dal nostro (a questo punto povero) rivenditore.

Fine della storia. E’ tempo per lui di cercare qualcos’altro. Che spreco.

Ecco perché parliamo di Raise3D. Di un diverso approccio alla rete di vendita, di diverse prospettive, di un diverso rientro di investimenti.
Per quanto riguarda gli aspetti tecnici e i primati di queste macchine, sono trattati altrove, in articoli divulgativi su questo sito. Mi limito a segnalare che nella classifica 3DHubs 2017, a meno di un anno dalla commercializzazione, il marchio Raise3D, pur essendo legato a dimensioni di lavoro fuori dalla media, si colloca al terzo posto nella tendenza all’acquisto. Mentre makezine.com, nella sua prestigiosa Print Buyer’s Guide, assegna alla Raise3D N2 Plus il Badge Best Overall.

Modelli Raise3D
Ma appunto, non era tanto di questo che volevo parlare, quanto del diverso livello di protezione che Raise3D offre alla rete di vendita, rispetto al desolante quadro disegnato in questo articolo.
Ecco un breve elenco delle principali differenze:

  1. I rivenditori sono altamente selezionati. Per competenza, professionalità, capacità finanziarie. Un filtro iniziale esclude la possibilità che “piccoli” rivenditori in cerca di avventure possano compromettere l’equilibrio della rete di vendita.
  2. Una rigorosa politica MAP (Minimum Advertisement Price) impone alla rete di vendita dei prezzi minimi al di sotto dei quali non è consentita alcuna forma di comunicazione pubblica.
  3. La scelta dei rivenditori attivati tiene conto della loro locazione geografica e delle potenzialità del mercato locale. Per evitare sovrapposizioni territoriali e potenziali conflitti.
  4. Il produttore non vende – mai – direttamente all’utente finale.
  5. Attraverso il meccanismo delle “Opportunità”, i rivenditori possono bloccare una trattativa in corso rispetto alla possibilità che intervenga un altro rivenditore con proposte concorrenti.
  6. I Distributori Nazionali e i rivenditori non possono per contratto vendere prodotti al di fuori della propria nazione di appartenenza. L’invasione di prodotti provenienti dal mercato EU viene contrastata.
  7. I prodotti Raise3D non possono venire venduti attraverso piattaforme di acquisto on-line, aste o similari canali non direttamente gestiti dal rivenditore (es. Amazon, eBay, Subito, Trovaprezzi etc.)
  8. Il controllo del rispetto delle regole è affidato al Distributore Nazionale (in questo caso ShareMind), che operando sul territorio ha una visibilità ed una percezione delle tendenze da un punto di vista molto più vicino rispetto a quello del produttore.

Otto semplici punti. Con l’intento (sia di Raise3D, sia di ShareMind), di attivare una rete di vendita  leale e professionale, che intende difendere il proprio business e non distruggerlo sviluppando conflittualità che genererebbero un danno per tutti. Una rete di vendita diversa, molto diversa da quelle tipicamente esistenti in questo settore. Una rete sicura, il cui fondamentale scopo è proteggere gli investimenti e promuovere relazioni a lungo termine.

Le selezioni sono aperte. Il numero di posizioni disponibili è limitato. Se siete interessati, scriveteci. Stiamo costruendo una bella squadra, con prodotti vincenti.

Per avere la possibilità di farne parte, basta un clic.

 

Vorrei maggiori informazioni sulla rivendita dei prodotti Raise3D

 

* Alcuni produttori obbligano gli acquirenti dei loro prodotti a registrarsi, per ottenere copie del software, aggiornamenti etc. I dati di registrazione vengono altrettanto spesso utilizzati per campagne di vendita dirette.

 

 

 

Domenica 2 Luglio ore 20,30 Requiem in diretta su Radio 3

Pietro Meloni Arte, Eventi 0 Comments

 

Domenica 2 Luglio ore 20,30 Requiem in diretta su Radio 3

Domenica 02 Luglio 2017 ore 20.30
IL CARTELLONE
In diretta da Spoleto, Piazza del Duomo

FESTIVAL DI SPOLETO 60

Requiem
Stringeranno nei pugni una cometa
per soli, coro e orchestra

musica di Silvia Colasanti
su testi di Mariangela Gualtieri e testi latini dalla liturgia

voce recitante Mariangela Gualtieri
mezzo soprano Monica Bacelli
bandoneon Richard Galliano

Orchestra Giovanile italiana
International Opera Choir
direttore Maxime Pascal
maestro del coro Gea Garatti

prima esecuzione assoluta
commissione Festival di Spoleto 60
con il patrocinio della Regione Umbria

La presentazione ieri su La Repubblica

La Repubblica - Requiem

3DGence Medical – L'essenza di una stampante 3D

Pietro Meloni Stampa 3D 0 Comments

 

Una soluzione per chi cerca il top

Molti clienti mi chiedono “una stampante 3D“.
E qui inizio in genere a formulare una serie di domande (molte delle quali restano senza risposte) per individuare la macchina “giusta” da proporre, in base alle esigenze manifestate e alle disponibilità economiche.
In alcuni casi, certe indicazioni fornite sono vincolanti. Ad esempio, dimensioni utili minime, numero di estrusori, esigenze di materiali specifici possono già orientare la scelta verso uno specifico modello.
Ma nella maggior parte delle volte, le richieste sono molto più generiche. Qualità di stampa elevata, affidabilità, silenziosità, plug&play.
E qui non si scappa. Per offrire queste caratteristiche, le macchine debbono essere progettate bene, e costruite con componenti di ottimo livello.

La qualità del progetto è un aspetto sul quale molti produttori manifestano i propri limiti. Progettare costa, e ci vogliono idee, merce rara. Così, in molti casi ci si limita ad assemblare meccaniche ed elettroniche standard, relegando la ricerca – se di ricerca si può parlare – al mero aspetto estetico, che poco ha a che fare con la qualità di stampa.
A questo spesso si aggiunge la scelta di adottare componentistiche a buon mercato, per ottenere prezzi competitivi. Con il risultato di realizzare macchine di costo contenuto, che bene o male funzionano, e che soprattutto ai neofiti appaiono come la scelta ideale.

Per adesso, posso accontentarmi del modello X… sto iniziando… più avanti vedremo…“. Me lo sento dire spesso.

In realtà, bisognerebbe ragionare al contrario. Se un affermato solista può riuscire a tirare fuori qualche nota decente anche da un violino cinese da trenta euro, un giovane studente alle prime armi non può proprio riuscire a suonarlo. Gli occorre uno strumento “vero”, per compensare gli iniziali limiti di abilità.
E’ così per tutto. Si dice “cavallo giovane, cavaliere vecchio – cavallo vecchio, cavaliere giovane“, riferendosi al fatto che un cavaliere esperto può gestire anche un puledro, ma per un cavaliere alle prime armi ci vuole un cavallo serio ed esperto, capace di correggerne gli errori. Un cavaliere alle prime armi su un puledro può farsi seriamente male.

Ma torniamo alle stampanti, alle richieste dei clienti, e alla difficoltà che spesso incontro di arrivare a far capire gli aspetti essenziali che una stampante 3D dovrebbe avere per assicurare la massima soddisfazione dell’utilizzatore.
Questi argomenti sono stati affrontati molte volte (Guida all’acquisto delle stampanti 3D, Stampanti 3D consigli per gli acquisti, Guida alle stampanti 3D etc.), ma oggi li riprendo citando un caso concreto, quello di 3DGence Medical, la variante per applicazioni medicali della 3DGence One. L’esempio è sempre un modo efficace di spiegare.

3DGence Medical

I tre punti chiave

Un mio caro amico ha recentemente acquistato un SUV. Coronando un desiderio da tempo latente, con qualche sacrificio in più ha scelto la versione 4×4, attratto dai video pubblicitari della vettura alle prese con un selvaggio panorama desertico. Al primo sterrato, sul letto di un torrente in secca con un fondo leggermente sconnesso, l’avantreno ha ceduto.
Il meccanico, dopo un costoso recupero del mezzo, gli ha detto che quella vettura non è adatta al fuoristrada, essendo priva di telaio e insufficientemente robusta. Gli ha detto, provocando una cocente delusione nel mio amico, che il suo SUV era vestito da fuoristrada, ma che al massimo la trazione 4×4 avrebbe potuto essere usata sulla neve, o su una strada (pianeggiante) non asfaltata.

Ecco. Il primo punto (anche per le stampanti 3D) è la robustezza del telaio e delle guide. La rigidità dell’insieme. Caratteristiche che determinano molti aspetti: l’affidabilità, la durata della macchina, la precisione, l’assenza di vibrazioni nella stampa. Da questo punto di vista, 3D Gence Medical si presenta con le carte assolutamente in regola. Telaio in alluminio di grande spessore, tagliato al laser. Doppia vite a ricircolo di sfere (di diametro “esagerato”, come commenta 3D Print Nerd) per l’asse Z. Quattro guide lineari prismatiche di grandi dimensioni (2 per l’asse Z), fissate al telaio per tutta la loro lunghezza. Zero flessione degli assi. Una meccanica da carro armato, indistruttibile.

Il secondo punto è la qualità del sistema di trascinamento e dell’estrusore. Il trascinamento del filamento deve essere ineccepibile in ogni circostanza, con diversi materiali (rigidi, cristallini, flessibili, elastici), per condurre a buon fine qualsiasi stampa. L’estrusore, l’abbiamo detto più volte, è il cuore di una stampante a filamento. E’ nell’estrusore che avviene la trasformazione da filamento a modello. Tutta la delicata alchimia meccanica/termica deve essere perfetta. Il taglio termico, il raffreddamento del modello, lo scorrimento del filamento sono tutti aspetti critici quando si aspira alla massima qualità. Anche qui, vediamo come se la cava la nostra 3DGence. Con soluzioni molto funzionali e in alcuni casi del tutto innovative.
Il trascinamento è classico, costituito da un pignone dentato contro il quale un cuscinetto preme il filamento. Ma con alcune interessanti (e indispensabili per alcuni materiali) varianti. Il pignone dentato – in acciaio – presenta taglienti con una texture diamantata per il massimo grip. Il filamento attraversa un filtro (che può essere imbevuto di olio di Canola) per eliminare qualsiasi traccia di impurità e polvere.
La pressione del cuscinetto è facilmente regolabile con una molla. Questo permette di adattare il sistema a filamenti con diverse caratteristiche e diametri. Il percorso filo è totalmente guidato, con l’aggiunta di due inserti a becco di flauto. Il filamento non può scappare. Questo consente la stampa senza difficoltà anche di elastomeri particolarmente morbidi.

Il terzo punto è l’elettronica. Il controllo. Soprattutto, relativamente sia alla qualità degli azionamenti (driver), sia ai sistemi per la verifica degli azzeramenti e della planarità del piano di stampa. I driver sono determinanti per ottenere movimenti fluidi e posizionamenti accurati. Sistemi accurati di rilevazione dei fine corsa e della planarità sono evidentemente essenziali per la costruzione dei primi layer, che costituiscono le fondamenta di una stampa valida. Anche relativamente a questi aspetti, nell’accurata progettazione della 3DGence Medical non è stato trascurato alcun dettaglio. Fine corsa ottici, cablaggio con chain cable, controllo tramite pulsanti esenti dalle tipiche esitazioni dei jog. Ventole di raffreddamento modello a turbina, con convogliatore laterale.
E, per il massimo comfort, una eccezionale silenziosità d’uso.

Gli altri punti di forza di 3DGence Medical

Una robusta “muscolatura” come quella evidenziata dalla 3DGence non è tutto. Dove esiste un serio progetto, si punta anche ad apportare sensate innovazioni tecnologiche. E queste non mancano, nella versione Medical della stampante Polacca. Prima tra tutte, l’estrusore intercambiabile. Un parallelepipedo compatto, interamente metallico, che contiene sia la termocoppia, sia la resistenza di riscaldamento. Senza cavi. Senza ventole di raffreddamento, eppure con un ineccepibile taglio termico. Sostituibile semplicemente premendo un pulsante.
Geniale. Disponibile con ugelli Precision 0.2, 0.3, 0.4 e 0.5 mm., permette di passare da stampe ultradettagliate ad elastomeri incredibilmente morbidi con un semplice clic.

Estrusori Medical

La stampa con ugelli di piccolo diametro (es. 0.2), presuppone una perfetta planarità e calibrazione del piano di stampa. La prima è supportata dal materiale con il quale il piano è costruito (ceramica, con una ragguardevole temperatura massima di 140°). La seconda viene garantita da una efficace routine software, totalmente automatica, che effettua (a caldo) una verifica su molteplici zone della superficie di lavoro, che implica la compensazione automatica. Non sono presenti – e questo è indicativo della qualità della meccanica – viti di regolazione di sorta.
La versione Medical, destinata prevalentemente ad applicazioni medicali in campo odontotecnico e odontoiatrico, è dotata di paratie di chiusura e monta i prestigiosi ugelli Precision.

Conclusioni

Certo, la qualità non è per tutti. 3DGence Medical è una stampante relativamente costosa. Non si pone l’obiettivo di attrarre chi dispone di un budget limitato, ma piuttosto quello di rappresentare un punto di riferimento quasi assoluto in termini di robustezza, affidabilità, qualità di stampa. Una soluzione professionale, destinata a durare nel tempo. Come dicevo, un riuscito esempio di come, con un attento progetto e l’utilizzo di componentistica di alto livello sia possibile realizzare una macchina che non teme rivali.

 

La recensione di 3D Print Nerd

Joe (3D Print Nerd): “This printer is not just engineered. It is over-engineered…  it is built like no other.”

Per maggiori informazioni, scrivi a ShareMind

 

Sinterit Lisa – un sistema SLS completo

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Lisa, la stampante a sinterizzazione laser prodotta da Sinterit, apprezzata per le sue caratteristiche professionali ad un costo contenuto, si arricchisce di nuovi dispositivi che semplificano la gestione delle stampe. Il principale pregio di queste macchine, la totale assenza di supporti che consente stampe altrimenti impossibili, comporta d’altro lato la necessità di gestire polveri, abbastanza fastidiosa senza adeguate attrezzature. Sebbene il processo di stampa della Lisa sia estremamente semplice (il pistone di carica si posiziona in modo automatico, e vada semplicemente riempito), al termine del processo è necessario rimuovere il blocco di polvere parzialmente sinterizzata, ed estrarre il modello. Questo deve essere successivamente ripulito dalla polvere in eccesso, e nonostante la semplicità dell’operazione (basta un pennello), maneggiare la polvere all’aperto crea qualche scomodità.

Powder sieve Sinterit
Per rendere tutto il procedimento più veloce e pratico, Sinterit ha aggiunto al catalogo due interessanti dispositivi. Il primo, Powder Sieve, permette di sgretolare e filtrare la polvere non sinterizzata, recuperandone la maggior parte (oltre il 70%). Essendo completamente chiuso e automatico, questo dispositivo non crea sporco ed elimina la necessità di imbuti, passini, spatole, pennelli etc.

 

Una volta liberato il modello dalla polvere in eccesso, per pulirlo a fondo si può utilizzare un piccolo sandblaster stagno, nel quale un getto d’aria compressa rimuove perfettamente la polvere, anche quando depositata in piccoli interstizi.
Con l’ausilio di questi due pratici dispositivi, i tempi di postprocessing divengono brevissimi, ed è possibile recuperare la maggior parte del materiale, da utilizzare per stampe future, con un minimo sforzo e senza sporcare. I vantaggi della sinterizzazione laser (resistenza meccanica del modello, accuratezza, dettaglio, stampa senza supporti) presentano – utilizzando questi due dispositivi, la stessa semplicità d’uso di una stampante a filamento. Senza l’angoscia di sbagliare parametri di stampa… Una soluzione professionale a portata di budget, per la realizzazione di prototipi funzionali e mini-serie.

Le stampanti Sinterit sono distribuite in Italia in esclusiva da ShareMind.

 

Raise3D N2 Plus, ugello 0.2 mm per stampe con minimi dettagli

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AngeloLa Raise3D ha già conquistato una solida fama di affidabilità e robustezza, che la colloca tra le migliori stampanti di grande formato disponibili sul mercato.
Durante le dimostrazioni che spesso effettuiamo nel nostro store, molti clienti faticano ad immaginarla come una macchina adatta anche alla stampa di oggetti piccoli e con particolari molto dettagliati.
Questa diffidenza è giustificata dalle quotidiane esperienze nella vita reale. Siamo abituati ad immaginare gli strumenti utilizzati ad esempio nell’oreficeria come molto piccoli. Nessuno penserebbe che con un bulino di grandi dimensioni sarebbe possibile realizzare un intricato cammeo. Da qui, l’eguaglianza grande = grossolano – piccolo = preciso.
Ma non va confusa la grandezza generale della macchina con la dimensione dell’ugello, e la precisione dei movimenti e dell’estrusore.
Per dimostrare quanto nel caso della Raise3D N2 la convinzione che da macchine grandi non si possano ottenere particolari precisi, ho effettuato una stampa (che avevo già sperimentato in passato con altre macchine), installando un ugello da 0.2 mm di diametro.

Utilizzando uno dei popolari angioletti reperibili su Thingiverse, l’ho stampato con layer da 0.05 mm, con filamento Architectural Clay TreeDFilaments, uno dei miei preferiti per le stampe artistiche.

Il modello è stato scalato ad un’altezza di circa 16,5 mm.
Il risultato è molto interessante. E’ possibile chiaramente distinguere le dita delle mani e dei piedi, i tratti del viso e i più minuti dettagli delle piume. Alcuni di questi particolari hanno dimensioni nell’ordine del decimo di millimetro.

Per curiosità, nei prossimi giorni riproverò questa stampa con un’altezza layer inferiore (0.02 o 0.01 mm). Anche se non mi aspetto miglioramenti evidenti (già con questo spessore layer gli strati sono invisibili ad occhio nudo), mi interessa questo test per valutare l’accuratezza del trascinamento materiale.

Questa prima prova di stampe con ugello 0.2 mm ha tuttavia fugato qualsiasi dubbio al riguardo: la N2 non è soltanto una generosa, inarrestabile stampante adatta a modelli delle dimensioni di uno scaldabagno: se la cava benissimo anche con oggetti piccoli come una moneta da un centesimo.

ZBrush 4R8 – Prima mondiale

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4R8

Appena rilasciata la versione R8 del popolare software di modellazione organica Pixologic. In attesa di una completa scheda tecnica degli aggiornamenti e delle migliorie introdotte, pubblichiamo un breve video che elenca le principali novità della release. ZBrush 4R8 è disponibile come aggiornamento gratuito per tutti gli utenti registrati.

 

Raise3D – Il martello di Thor & lo scudo di Captain America

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Molto frequentemente utilizzata per la produzione di modelli di scenografie, prototipi per fiction, Cosplay e design di oggettistica fantasy, la grande N2 Plus combina l’affidabilità necessaria per la realizzazione di grandi oggetti, con la capacità di stampare intricati dettagli di grande qualità.

In questo interessante articolo, un “case history” di un modellista statunitense, Robpauza, titolare del “Rob’ Model Shop”.  In particolare, la fase di postproduzione e verniciatura è molto curata, e credo possa essere di ispirazione a chi si cimenta in realizzazioni simili.

Il commento integrale dell’autore è riportato in basso.

“Ciao ragazzi,

Stavo giusto pensando che dovrei condividere le mie due ultime realizzazioni, stampate con la mia Raise3D. Entrambi gli oggetti sono stati al 100% modellati, stampati e verniciati da me. Le targhe sono state incise e tagliate con un laser. La mia N2 mi piace moltissimo! 
Nell’articolo, ho incluso diverse immagini e due video, che documentano l’intero processo. Spero che questo materiale vi piaccia.

(Ho utilizzato PLA Hatchbox per il martello di Thor, e PLA eSun per lo scudo)”

Progetto del martello

Il progetto CAD del martello di Thor

La stampa

Il modello in fase di stampa

Martello finito

Il martello finito

Dettagli targa

Dettagli della targa

Dettagli del manico

Dettagli del manico

Dettagli del martello

Dettagli del martello

Modello scudo

Il modello dello scudo

Retro del modello

Retro del modello

Stampa dello scudo

La fase di stampa

 

Scudo stampato

Lo scudo stampato

Scudo anteriore

Lo scudo finito (anteriore)

Scudo posteriore

Scudo finito (posteriore)

Raise3D N2 Plus. Eccellente qualità anche nei piccoli oggetti.

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Generalmente, le stampanti di grande formato quando si tratta di piccoli, dettagliati oggetti debbono cedere il passo alle sorelle minori, accreditate di maggiore precisione. Questo anche in quanto piani più piccoli sono più facili da calibrare e presentano una migliore planarità, guide più corte flettono e vibrano meno, eccetera.
In realtà, l’equazione “piccola stampante stampa meglio” è vera se la meccanica della “piccola” ha tolleranze inferiori, e il telaio (di minori dimensioni) risulta più rigido. Nel caso delle RaiseN2, veri e propri carri armati, non si apprezzano reali differenze rispetto anche a macchine che potrebbero essere contenute agevolmente al loro interno. Il piano di stampa, precalibrato in fabbrica e particolarmente rigido grazie ai 6 supporti sui quali è montato (4 guide e 2 viti a ricircolo), non richiede regolazioni di sorta. Anche la presenza del doppio estrusore, che ovviamente aumenta le masse mobili e l’inerzia del gruppo di stampa, sembra non influire in modo particolarmente negativo sul risultato finale.
In questa non facilissima stampa di esempio, lunga circa 14 cm., si può notare un elevato grado di dettaglio e una qualità che può fare invidia a blasonate stampanti Prosumer di dimensioni notevolmente inferiori.

Geco

Il modello (Hollow Draudi, reperibile su Thingiverse) e disegnato da BNC3D, è un simpatico geco (drago?) stilizzato. E’ stato stampato senza supporti in ABS Industrial Gray, con ugello 0,4 e layer 0,08 sul nuovo buildplate in carbonio FlatForce, prodotto da Northype.
La prossima prova sarà un oggetto ancora molto più piccolo e dettagliato, stampato con ugello 0,2. Questo diametro, utilizzabile per ottenere il massimo grado di qualità nei piccoli dettagli, è disponibile insieme ai calibri 0,4 – 0,6 e 0,8 per le Raise3D nella versione HT antiusura.

La N2 Plus ha un volume utile di oltre 57 litri (305 x 305 x 610 mm), e può essere dotata di singolo o doppio estrusore. Condivide con la sorella più piccola N2 (305x305x305) una identica meccanica, telaio ed elettronica.