Ninjaflex, il nuovo filamento flessibile per stampanti 3D

Pietro Meloni Stampa 3D 0 Comments

Durevole e flessibile, NinjaFlex è un elastomero molto promettente recentemente presentato, che consente di ottenere oggetti morbidi tramite stampa 3D.

Ad oggi, i materiali più popolari utilizzati sono l’ABS e il PLA, e mentre la loro composizione chimica è completamente diversa, la consistenza, la qualità e le proprietà meccaniche degli oggetti stampati sono simili. L’ABS (Acrilonitrile-butadiene-stirene) è ricavato da prodotti petroliferi, e noto a tutti per mattoncini Lego, fabbricati appunto con questo materiale. Non è biodegradabile, e sprigiona uno sgradevole odore di sostanze chimiche (non del tutto salutari) durante la stampa. Il PLA (acido polilattico) è derivato da piante e considerato più amichevole per l’ambiente, in quanto biodegradabile. In realtà, questo è vero soltanto se le piante dalle quali il materiale è stato ricavato erano a loro volta biodegradabili, il che non sempre è vero, almeno in tempi ragionevoli. L’ABS, al contrario è perlomeno riciclabile. Questi materiali sono i più utilizzati, essendo economici e stampabili praticamente con qualsiasi stampante 3D. Tuttavia, presentano alcuni svantaggi. Le stampe finali risultano rigide e possono essere fragili. Se durante la stampa il materiale viene bruscamente raffreddato o la temperatura è errata, tendono a delaminare. E se c’è bisogno di stampare qualcosa di elastico e flessibile, sono decisamente inadatti. Esistono diversi elastomeri stampabili, ma generalmente richiedono stampanti di classe superiore rispetto ai modelli desktop per uso domestico.

NijaFlex risolve questo problema, con un punto di fusione basso, e la proprietà di mantenere la forma rispetto a sollecitazioni con le quali altri materiali potrebbero scheggiarsi o incrinarsi. Il materiale sembra anche in grado di rappresentare minuti dettagli.
Abbastanza esplicativo il seguente video, che illustra delle manopole elastiche realizzate per una bicicletta BMX.

Ma è ancora più interessante questo case history sulla realizzazione di un cuore in scala 1.5, sviluppato per studiare una strategia di intervento per un bambino. Stampato in un materiale rigido il modello non sarebbe stato utile.

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