Zortrax M300 Vs Raise3D N2 – un match sulle 32 riprese tra due grandi stampanti 3D

Pietro Meloni Stampa 3D, Zortrax

Lo potremmo definire un interessante “match” per il campionato mondiale della categoria mediomassimi: Zortrax M300 contro Raise3D N2.
Sia perché la sfida avviene tra due costruttori che si contendono il predominio in questa “categoria”, sia considerando che il considerevole volume di stampa è in realtà l’unica cosa che accomuna questi due modelli.
Beh, come si fa in un grande incontro di pugilato, cominciamo col presentare la fisionomia dei due contendenti. E considerando che – almeno formalmente – Raise3D N2 è apparsa prima sul mercato (Gennaio 2016), mentre la M300 è stata lanciata nell’ultimo trimestre del 2016, considereremo la N2 come campione in carica, e la M300 come sfidante.
La presentazione del match potrebbe suonare più o meno così:

“Al peso di 30 Kg., dimensioni 490x490x590 mm., all’angolo sinistro, lo sfidante Polacco – Zortrax M300.”
“Al peso di 36 Kg., dimensioni 616x590x760 mm.,  l’imbattuto campione Californiano – Raise3D N2.”

Ed ora, mentre il pubblico trova spazio negli spalti, raccontiamo un po’ della storia dei due campioni. Entrambi derivano da una campagna kickstarter di successo. In entrambi i casi, pur essendo progettate le Zortrax in Polonia e le Raise3D in California, le macchine sono prodotte nella Repubblica Popolare Cinese. Come ormai quasi tutto, del resto.

La Raise3D è una macchina di concezione molto moderna, progettata per gestire stampe di grande volume. Il telaio, in alluminio elettrosaldato, può sostenere un peso di oltre 150 Kg. senza subire deformazioni. L’elettronica è particolarmente sofisticata: le funzioni di controllo e logica sono affidate ad un potente PC 32 bit quad core in ambiente Lynux, mentre la pura movimentazione assi è gestita da una scheda separata. L’interfaccia, molto intuitiva e piacevole da usare, è affidata ad un pannello LCD touch screen da 7″ a colori.

La Raise3D N2, un cubo perfetto.

Zortrax M300 “sfrutta” le glorie di un modello di grande successo, la M200, una macchina presentata nel 2013 che ha reso Zortrax popolare per la sua qualità ed affidabilità. Rispetto alla “sorella più piccola” non introduce praticamente alcuna modifica; rappresenta semplicemente una versione “più grande”, e questo, nonostante sia stata ufficialmente presentata dopo la Raise3D, fa della M3oo un modello che inizia a sentire non poco il peso dell’età.

La Zortrax M300

Ma prima di scendere nel dettaglio delle (numerose) differenze tecniche tra le due macchine, affrontiamo l’aspetto più importante che le distanzia profondamente l’una dall’altra.
La prima (Raise3D) è una macchina decisamente “aperta”. Digerisce praticamente qualsiasi filamento in commercio. Può utilizzare diversi software (sebbene venga fornita con l’ottimo IdeaMaker). Può utilizzare ugelli di diverso diametro. Può stampare con o senza raft, brim, skirt, su differenti superfici di lavoro a seconda del materiale usato, utilizzare materiali di supporto solubili e realizzare stampe con materiali multipli (es. rigidi/elastici etc.).
La M300 è al contrario, come nella filosofia Zortrax, una macchina “blindata”. Può utilizzare soltanto materiali proprietari con profili predefiniti, stampa obbligatoriamente con il raft sul suo piano microforato e non può utilizzare software terze parti. Anche i parametri essenziali, come temperatura e velocità, non possono essere variati. Una differenza davvero non da poco. Parlando in termini “pugilistici”, la M3oo è come un campione dotato esclusivamente di un – seppure valido – “diretto destro“, mentre la gamma di colpi che la N2 può portare risulta molto più ampia.

Il display monocromatico della Zortrax M300

Il display “vintage” Zortrax. L’interfaccia è controllata con un classico jog a pulsante.

 

Il display a colori della Raise3D N2

Il display da 7″ a colori della Raise3D N2. L’interfaccia è touch screen. Sul display, oltre a varie informazioni circa lo stato della stampante, è visibile il rendering del modello in corso di stampa.

 

Questo aspetto influisce in modo profondo, direi essenziale, sulle potenzialità delle due macchine. Partiamo dal presupposto che si tratta di modelli con un ragguardevole volume di stampa, intorno ai 27 litri. Nascono per realizzare modelli GRANDI. E qui emerge un problema. Con quali materiali possiamo stampare modelli GRANDI? Ne abbiamo parlato in lungo e in largo in questo blog. I materiali soggetti ad importanti ritiri (es. ABS e derivati) sono inadatti, in assenza di un ambiente di stampa a temperatura controllata, per realizzare modelli che superano la dimensione di 10-15 cm. Purtroppo Zortrax, che oltretutto risulta aperta nel lato superiore, lasciando fuoriuscire gran parte del calore generato dal piano riscaldato, non include tra i suoi materiali il PLA. Anzi, proprio per evitare deformazioni eccessive, ha rimosso lo Z-ABS. lo Z-Ultrat e lo Z-PCABS dalla lista dei materiali stampabili. Per realizzare oggetti di una certa grandezza, può conseguentemente utilizzare (tra i soli tre materiali previsti) unicamente lo Z-PETG, un filamento a basso warping. Dunque? Dunque la M300, Z-PETG a parte, sembra confinata alla stampa di piccoli modelli, magari in multipli numerosi. La scelta di Raise3D, che include tra l’altro un cover superiore e un sistema di ventilazione interna che consente di raggiungere i 50-60 gradi nella camera di stampa, può stampare sia una moltitudine di filamenti basati su PLA (inclusi filamenti lignei, metallici etc.), sia efficacemente l’ABS e derivati anche anche per oggetti di dimensioni voluminose.

Le due diverse prospettive di utilizzo si comprendono meglio studiando la “genealogia” di queste due macchine. La N2 deriva dalla sorella maggiore N2 Plus (oltre 56 litri utili). Nasce come una macchina “grande“, è stata progettata per questo. La riduzione di dimensioni è sopraggiunta per offrire un modello “meno ingombrante” e dal costo più contenuto, ed ha interessato solo la dimensione Z (605 mm nella N2 Plus, 305 mm nella N2). La M300 deriva al contrario dalla “piccola” M200, e rappresenta probabilmente una risposta alla crisi di vendite seguita allo sfortunatissimo lancio della Inventure. Sembra giunta in un momento nel quale Zortrax, volendo tentare la conquista di altri segmenti, ma senza un progetto innovativo pronto, abbia voluto sfruttare la scia di successo del suo prodotto di punta per ampliare l’offerta. Un tentativo nell’insieme abbastanza disperato di sfruttare “gli allori”, con lo sforzo progettuale e industriale minimo possibile. Personalmente, dopo avere con grande soddisfazione e successo introdotto in Italia la M200, sono particolarmente deluso nel constatare che, a distanza di tre anni, il “nuovo” modello di nuovo ha veramente poco, o meglio nulla tranne diverse dimensioni.
E mentre ho sempre apprezzato, rispetto ad un target di utenti privati o prosumer la semplicità d’uso della M200 che rendeva molto difficile produrre una stampa “sbagliata”, in un modello che si rivolge ad un pubblico professionale la rigidità di un approccio che non consente praticamente alcun tipo di regolazione ed impone una gamma di materiali davvero “troppo” rarefatta mi appare estremamente limitativo.

Ma lascio a voi giudicare, confrontando i dati che ho organizzato meglio che potevo nella tabella comparativa sottostante. Il combattimento si svolge sulle 32 riprese. Salvo un KO prima del limite.

 

 Zortrax M300Raise 3D N2
Dimensioni490 x 490 x 590 mm 616 x 590 x 760 mm
Peso30 Kg36 Kg
Volume utile reale25 Litri circa
(+ raft)
28 litri circa
Estrusori11 o 2
Viti a ricircolo12
Guide di supporto piano24
Guide di supporto estrusore42
T.max pianoND110
T.max estrusore380380 (con isolatori)
Layer140-300 micron10-480 micron
Diam. ugello0,4 mm0,2 - 0,3 - 0,4 - 0,5 - 0,6 - 0,8 mm
(normali e cementati)
Calibrazione del piano di stampaManuale assistitaNon necessaria (calibrazione permanente dalla fabbrica)
Piano di lavoroMicroforato, rimovibileRivestito in Buildtak, intercambiabile con altri materiali
AdesioneRaft (obbligatorio)Stampa diretta, brim, skirt, raft selezionabili
Stampa supporti solubiliNoSi (con doppio estrusore)
Stampa elastomeriNoSi
Lati aperti1 (superiore)Nessuno, coperchio rimovibile per stampa PLA
BobinaEsternaInterne
DisplayMonocromaticoColori, 7" touch screen
Elettronica (logica e interfaccia)Arm Cortex 32 bitQuad core 32 bit
Lynux
Filamenti: Z-Hips, Z-Petg, Z-Glass, PLA, ABS, PETG, PC, PC-ABS, P-Lene, PMMA, Wood, Metal, Carbon, Nylon, Hips, PVA, PVAM, TPU, TPE, altri
Restart dopo interruzione di correnteNoSi (batteria tampone)
Memoria integrataNo8 Gb
Rete localeNoWiFi, Ethernet
USBNoSi, 5 porte
GPIONoSi, 16 in-out
SDSiSi
Rendering immagine modello durante la stampaNoSi
Monitor remoto via WiFiNoSi
TelecameraNoOpzionale
SoftwareZ-SuiteIdeaMaker, software Open Source, G-Code
Sistema operativoPC, MacPc, Mac, Lynux

 

Aggiornamento al 12/01/2018

Le considerazioni espresse erano pienamente valide all’epoca nella quale l’articolo è stato pubblicato. Nelle ultime release del software Z-Suite, la Zortrax ha aggiunto la possibilità di utilizzare alcuni materiali esterni, seppure con limitazioni. Questo, oltre alla disponibilità di utility terze parti che permettono di convertire il codice GCode, prodotto dagli slicer “open” in Z-Code, cambia parzialmente le prospettive. Parzialmente, poiché al di la delle nuove possibilità offerte dai software recentemente rilasciati, alcune caratteristiche dell’hot end, del sistema di alimentazione filamento e del sistema di raffreddamento della M300 sono comunque progettate per i materiali con i quali è stata certificata, e presentano delle limitazioni in presenza di altri tipi di filamenti.

 

 

 

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